Se anche Papa Bergoglio parla di preservativo

Se anche Papa Bergoglio parla di preservativo

Se anche Papa Bergoglio parla di preservativo

Gentile direttore,
perfino Bergoglio ammette che il Preservativo, "Sì è uno dei metodi", per fare prevenzione. Nessuno degli articoli e dei Titoli neanche del suo quotidiano, nè la diplomata ministro Lorenzin lo cita. Lo stesso Bergoglio, è vero, non lo menziona, mette in contrapposizione due comandamenti in modo interlocutorio, lo chiamerà metaforicamente "fare festa il sabato", anche se la metafora non si capisce se si riferisca invece al dogma del sabato, che può essere sacrificato alle necessità di giustizia. Resta che, di fatto, alla domanda diretta da parte dei giornalisti durante il suo viaggio min Africa dice "Sì è uno dei metodi".
 
I dati sono noti, abbiamo ancora un 40% della popolazione sieropositiva di maschi che fa sesso con maschi, MSM, impropriamente chiamati omosessuali, e che includono bisessuali, transessuali FtM e partner delle transessuali FtM (che mi piacerebbe chiamare pansessuali).
 
I dati del rapporto Kinsey, che include solo la scala tra omosessualità ed eterosessualità, con cinque varianti di bisessualità, dicono che Omosessuali esclusivi negli anni cinquanta si dichiaravano il 10% degli americani, e bisessuali, in qualche modo, erano almeno il 40% degli intervistati.
 
La percentuale non è quindi scandalosa, lo è invece l'omofobia con la quale si tratta questo argomento, la sessuofobia che impedisce di scrivere o dire la parola Preservativo come negli anni ottanta, l'impossibilità di parlare dei bisogni di sostegno sanitario delle persone Lgbt diversi dall'HIV+, la presenza ancora dell'Omosessualità Egodistonica tra le patologie psichiatriche, il costo dei Preservativi, eccessivo per i minorenni, che sono proprio la fascia maggiormente a rischio, l'impossibilità di fare i Test Hiv a tappeto, gli unici a garantire soprattutto i pazienti, come dimostrano i dati sulla trasmissione verticale ormai azzerata.
 
Le statistiche dicono chiarmente che solo quando in Italia si è iniziato a parlare di Preservativo si è finalmente vista ridurre la curva altrimenti in crescita di nuovi casi di AIDS, ma ancora sono già ammalati di AIDS i nuovi casi, proprio perché non si pratica a tappeto il test HIV nella popolazione minore e maggiore, sessualmente attiva.
 
Nelle Case Circondariali è vietato regalare i preservativi, eppure sappiamo che quello è uno dei luoghi in cui esiste un'epidemia di MTS, di tutte le Malattie Trasmissibili Sessualmente, ovviamente attraverso rapporti MSM, consenzienti o violenti, a danno di entrambi i possibili detenuti coinvolti.
 
Nelle Scuole con Minori Sessualmente Attivi (o Passivi) è vietato regalare i preservativi e fare corsi contro l'omofobia e sulla prevenzione HIV ed MTS, perchè esiste una vera cordata di paranoici, politicamente collegati, che rendono impossibile ogni approccio alla modernità ed alla prevenzione sanitaria.
 
Questa forma di paranoia, dimostrata essere tale proprio da un recente studio italiano, comunemente chiamata omofobia e sessuofobia, ormai invade ampiamente il campo della politica e dei media, causa la censura preventiva e non si ferma neanche davanti alle parole ormai chiare di Bergoglio alla domanda diretta:

L'uso del preservativo?
Sì è uno dei metodi!

Manlio Converti
Psichiatra
Attivista Lgbt 

02 Dicembre 2015

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