Se Doctor Web ti toglie la pensione

Se Doctor Web ti toglie la pensione

Se Doctor Web ti toglie la pensione

Gentile direttore,
quattro italiani su cinque si rivolgono a Dottor Internet per informarsi sulla propria salute e meno di uno su dieci poi ne parla al proprio medico. Il sondaggio presentato al forum S@lute di Milano suona un campanello d’allarme. Alcuni hanno osservato che Doctor Web può costarti la salute perché i consigli che si trovano online possono indurre a un consumo eccessivo di farmaci, possono essere non attendibili o più semplicemente si scontrano con i limiti del paziente: perché cogliere sintomi, interpretarli per arrivare a una diagnosi e determinare la cura migliore, non è qualcosa che si improvvisa.
 
Da presidente di un ente di previdenza devo sottolineare un altro rischio incombente: Dottor Internet può far saltare le nostre pensioni. Perché l’economia del web, luogo del gratis apparente, drena in realtà risorse verso le grandi società e verso l’estero.  Per ora si parla solo di informazioni ma fra pochissimo arriveremo alle vere e proprie prestazioni mediche comprate a distanza. Non è un caso che qualsiasi smartphone si compri oggi abbia già delle app sulla salute preinstallate. Il lavoro medico online verrà certamente pagato, ma a svolgerlo sarà qualcun altro che non paga tasse e contributi previdenziali in Italia. E sia chiaro che, mancando i contributi,  verrebbero meno anche le pensioni. 
 
Questo accadrà se resteremo alla finestra a guardare. Ma “digitale” non sempre rima con “fa male”. Lo sanno bene cantanti e autori: se nel mio ambulatorio metto una musica di sottofondo, devo pagare i diritti alla Siae. Oppure, se compro una chiavetta usb o un hard disk, pago un prezzo che include un contributo per il diritto d’autore, il cosiddetto “equo compenso”.
 
Nel nostro sistema previdenziale, è chi è in attività a pagare – con i propri contributi – la pensione di chi ha lavorato. Se a lavorare adesso c’è anche Dottor Internet, forse è il caso che i contributi li versi anche lui.
 
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam

17 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

Sanità: misuriamo i bisogni, non i decimali del Pil
Sanità: misuriamo i bisogni, non i decimali del Pil

Gentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...

Rinvio dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali: una scelta che indebolisce il Ssn
Rinvio dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali: una scelta che indebolisce il Ssn

Gentile Direttore,ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che...

La salute nell’agenda “smemoranda” della politica: il caso degli ospedali privati del Ssn
La salute nell’agenda “smemoranda” della politica: il caso degli ospedali privati del Ssn

Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....

I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane
I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane

Gentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...