Se l’infermiere si valorizza solo nei convegni

Se l’infermiere si valorizza solo nei convegni

Se l’infermiere si valorizza solo nei convegni

Gentile Direttore,
lo scorso venerdì la FNOPI ha presentato ufficialmente il Codice Deontologico delle professioni infermieristiche a presidenti degli ordini degli infermieri, Dirigenti infermieristici e alle organizzazioni sindacali. Diversi i relatori illustri, tra cui anche personaggi importanti della politica sanitaria attuale, dal Ministro della Salute, al Presidente Nazionale della Federazione dei medici, passando per le parole di associazioni di rappresentanza dei cittadini.
 
Senza dubbio una giornata storica per gli infermieri, una giornata che però lascia un po' di amaro in bocca in chi, come noi di FIALS, rappresenta le professioni sanitarie nei tavoli di contrattazione.
 
Abbiamo molto apprezzato l'intervento di Bonaccini che ha parlato di numeri e di rapporto infermieri/pazienti 1:6, rilasciando dichiarazioni molto importanti come quando ha detto che un servizio appropriato non funziona per caste ma per competenze, che non verranno tollerati altri tagli in sanità e che ci sarebbe stata piena collaborazione per far avanzare la professione infermieristica.
 
Notevoli anche le parole del Senatore Sileri nel dire che il professionista della Sanità ha dato molto di più allo Stato che non viceversa, che il ruolo dell’infermiere deve essere predominante per far fronte alla cronicità e che non bisogna parlare di costi ma di investimenti.
 
Parole che, a noi di FIALS, piacerebbe sentire anche in altri tavoli, parole che vorremmo trovassero riscontro in un nuovo contratto collettivo, in nuovi decreti legislativi o nella realizzazione di alcune leggi e nel riconoscimento anche economico del vero valore dei professionisti sanitari.
 
Perché sì, gli infermieri e tutti i professionisti sanitari in generale, danno da troppo tempo, molto di più di quello che lo Stato gli ha dato e riconosciuto.
 
E allora basta promesse e illusioni, la politica ascolti le richieste dei professionisti sanitari, anche attraverso la rappresentanza delle organizzazioni sindacali. Dalle parole che sanno troppo spesso di promesse elettorali, è giunto il momento che si passi ai fatti.
 
Ha detto bene Filippo Anelli, presidente FNOMCEO che di fronte ad una platea di infermieri ha invitato a superare le vecchie demagogie create affinché le due professioni ancora oggi litighino, perché entrino in competizione; che le due professioni, con le proprie competenze sono uguali, uno insieme all'altro e che non possono non essere uguali, perché la mancanza di uno o la mancanza dell'altro provocherebbe una tragedia all'interno del servizio sanitario.
 
Ironico però che medici e infermieri siano simili solo nei doveri, ma quasi mai nei diritti. Ironico che gli infermieri non possano avere gli stessi incarichi professionali dei loro colleghi medici, come anche la libera professione e il vincolo di esclusività, negato agli infermieri anche a parità di titolo di Dirigenza.
 
Sconcertante che si continui a parlare in pubblico e che si cerchino soluzioni solo e soltanto per la carenza dei medici, a fronte di una carenza ancor più grave di infermieri, che perdura da anni e che peggiorerà ancora di più per effetto della quota 100.
 
Paradossale che sia proprio la più alta rappresentanza della dirigenza medica a chiedere agli infermieri di metter da parte vecchie demagogie, quando ai tavoli di contrattazione e non solo, è proprio la dirigenza medica che fa di tutto per non far crescere le professioni sanitarie.
 
Nel sottolineare l’art. 52 del Codice Deontologico delle professioni infermieristiche, relativo agli ordini professionali ed agli altri ruoli pubblici, il Presidente Anelli ha precisato che l’Ordine Professionale, giustamente, non deve intervenire nei confronti del professionista sanitario impegnato in incarichi politico istituzionali nell’esercizio delle relative funzioni.
 
Peccato, però, che l’Ordine dei Medici si sia comportato diversamente. Basti anche citare fra tutti il caso del servizio di emergenza in Emilia Romagna, disposto dall’Assessore alla Sanità Dott. Sergio Venturi, a seguito del quale l’Ordine dei Medici lo ha radiato sulla base di un atto della giunta regionale e della sua attività di Assessore, senza che nulla c'entrasse il fatto di essere un medico.
 
Insomma, una giornata storica quella per la presentazione del nuovo Codice Deontologico delle professioni infermieristiche, un Codice che come ha detto la Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, non è l'identità professionale ma concorre a crearla, e noi speriamo possa concorrere anche a creare quella politica.
 
La sensazione è che si riconosca il giusto valore degli infermieri solo nei convegni in cui sono presenti gli infermieri.
 
Giuseppe Carbone
Segretario generale Fials

24 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

Intelligenza artificiale nel SSN: la Medicina Interna può essere protagonista del cambiamento
Intelligenza artificiale nel SSN: la Medicina Interna può essere protagonista del cambiamento

Gentile Direttore, l’intervento del Centro Studi Anaao Assomed ha il merito di riportare al centro del dibattito un tema che non riguarda più soltanto l’innovazione tecnologica, ma il futuro stesso...

Fine vita e diritti
Fine vita e diritti

Gentile Direttore, La contatto in qualità di presidente di FEDERSPEV. Di recente in Regione Lombardia Guido Bertolaso, Assessore al Welfare, ha ricordato che il supporto tecnico del personale medico durante la...

Dalle strutture alla trasformazione: la vera sfida della sanità territoriale
Dalle strutture alla trasformazione: la vera sfida della sanità territoriale

Gentile Direttore,il confronto sulle Case della Comunità e sugli Ospedali di Comunità è necessario. Ma proprio perché siamo di fronte a una delle più importanti trasformazioni organizzative del SSN proponiamo...

Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP
Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP

Gentile Direttore,una dichiarazione che ricorre spesso dei discorsi pubblici enfatizza il “ruolo centrale” della Medicina Generale (MG) nel SSN, generalmente da parte di decisori politici per piaggeria verso gli interlocutori....