Se la mia regione mette il bavaglio agli operatori sanitari

Se la mia regione mette il bavaglio agli operatori sanitari

Se la mia regione mette il bavaglio agli operatori sanitari

Gentile Direttore,
l’Assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia ha, di fatto, imposto il divieto ai professionisti che operano nella sanità di esprimersi su questioni inerenti il virus e ha avocato solo a sé questa facoltà. In primis, diamo un nome a questa operazione: censura. La censura si applica per tre motivi: controllare il pensiero delle persone; nascondere la verità, celare le proprie debolezze. Quest’ultimo mi sembra quello che meglio si attaglia alla situazione in questione, ma non escludo il secondo.

Se una persona è sicura del proprio operato non teme che su questo ci si esprima liberamente anche dissentendo, perché ritiene di avere argomenti per sostenere quelle scelte; forse l’Assessore, può darsi anche inconsciamente, non ha tale certezza.

I professionisti della sanità stanno vivendo molto male questa imposizione. Gli operatori spesso subiscono le scelte politiche come le ultime fantasiose riforme sanitarie. Mentre i politici sembrano  giocare a risiko con il Sistema Sanitario, gli operatori quel Sistema devono farlo funzionare. Tacitarli d’autorità,  bistrattare proprio la categoria su cui grava il peso della lotta al virus non pare proprio una mossa abile.

Il problema della cosiddetta infodemia esiste: la sovrabbondanza di informazioni non sempre fondate genera insicurezza e confusione.  Ma qui non si tratta di limitazione dell’infodemia, qui pare compromessa la libertà di espressione che è uno dei fondamenti di una democrazia avanzata.
Se l’Assessore voleva porre un argine alla mala-informazione credo abbia  sbagliato obiettivo.

Ed ora i professionisti dovrebbero farsi  sentire; esistono gli ordini professionali e le rappresentanze sindacali anche per questo.

Walter Zalukar
Consigliere Regionale FVG – Gruppo Misto
Già Direttore Dipartimento di Emergenza e Accettazione Azienda Ospedaliero Universitaria di Trieste

03 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...