Senza Aft e Accordi Integrativi Regionali la riforma territoriale rischia il fallimento

Senza Aft e Accordi Integrativi Regionali la riforma territoriale rischia il fallimento

Senza Aft e Accordi Integrativi Regionali la riforma territoriale rischia il fallimento

Gentile Direttore,
in questa fase di transizione del modello di assistenza territoriale, anche la Pediatria di Famiglia – pilastro del sistema delle Cure Primarie – sente l’urgenza di richiamare l’attenzione su alcune criticità che rischiano di rallentare l’attuazione delle riforme e, con esse, la piena valorizzazione del nostro ruolo all’interno della rete di prossimità.

Tra le questioni più rilevanti, segnaliamo il ritardo nell’attuazione degli Accordi Integrativi Regionali, che sta rallentando la realizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), già previste ben 13 anni fa dalla Legge 189, oltre che elementi cardine della riorganizzazione prevista dal DM 77. In molte realtà, queste opportunità si stanno riducendo a un mero passaggio contrattuale individuale, perdendo di vista l’obiettivo condiviso di innovazione organizzativa e presa in carico integrata.

La Pediatria di Famiglia ritiene essenziale accelerare sull’attivazione delle AFT, che rappresentano lo strumento principe per garantire una presenza strutturata e coordinata sul territorio. L’efficace riorganizzazione dell’assistenza non potrà prescindere dalla piena attuazione di questi nuovi modelli: una volta istituite in tutte le Regioni, le AFT pediatriche dovranno essere funzionalmente integrate nelle Case della Comunità, consentendo la messa in rete – anche “virtuale” – dei pediatri di famiglia e ospedalieri, in sinergia con gli altri professionisti della salute. Un approccio collaborativo e multidisciplinare che può rappresentare una leva strategica valida per una migliore gestione della salute degli adulti di domani.

Ci preme sottolineare, inoltre, la necessità – ormai non più prorogabile – di procedere con il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale 2022–2024, la cui trattativa potrà avviarsi solo dopo l’emanazione del nuovo Atto di Indirizzo. Il protrarsi di questo ritardo non solo limita l’evoluzione dei modelli organizzativi previsti dalla riforma territoriale, ma impedisce anche di intervenire su una questione economica sempre più critica. Inoltre, gli incrementi contrattuali previsti dalla legge finanziaria, si prefigurano di gran lunga inferiori rispetto all’inflazione cumulata degli ultimi anni e non compensano le perdite economiche legate all’assenza di rinnovi contrattuali per i trienni 2022–2024 e 2025–2028.

È evidente come queste criticità compromettano la sostenibilità stessa della professione, per chi già opera sul territorio, rendendola al contempo meno attrattiva per i giovani che si approcciano alla Pediatria di Famiglia.
Come Federazione, crediamo nella riforma dell’assistenza territoriale e riteniamo che essa debba fondarsi su una visione condivisa, su strumenti organizzativi funzionali e su condizioni contrattuali adeguate.

Siamo pronti a dare il nostro contributo affinché il sistema delle Cure Primarie possa evolvere in modo coerente e sostenibile, nell’interesse delle famiglie, dei professionisti e dell’intero Servizio Sanitario Nazionale.

Antonio D’Avino
Presidente nazionale FIMP

30 Luglio 2025

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