Specializzandi “non medici”. In campo anche i Fisici Medici

Specializzandi “non medici”. In campo anche i Fisici Medici

Specializzandi “non medici”. In campo anche i Fisici Medici

Gentile Direttore,
in occasione della Conferenza Stampa per la presentazione in Senato dell’interrogazione parlamentare n. 3-01469, i Senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli hanno opportunamente lanciato l’allarme sull’eventualità che gli specializzandi “non medici” non vengano citati nel prossimo Decreto Ministeriale per il Riordino delle Scuole di Specializzazione.
 
I tavoli tecnici che si sono insediati lo scorso 15 ottobre al MIUR e che sono finalizzati a tale riordino entro il 31 dicembre 2014, risultano infatti composti da soli medici.

Si determinerebbe così a nostro parere un preoccupante scenario di assoluto disordine e non chiarezza sulla durata dei percorsi di specializzazione per i laureati “non medici”, aggravando ulteriormente la già precaria condizione di questi giovani laureati che intendono intraprendere la carriera nel SSN tramite l’iscrizione alle Scuole di Specializzazione relative.

Da tempo infatti lamentiamo la scarsa attenzione delle istituzioni nei confronti degli specializzandi “non medici” e degli specializzandi in Fisica medica in particolare. L’accesso al corso di specializzazione è afflitto dalla difficoltà legata alla mancanza di assegni di formazione che, pur previsti da una specifica disposizione di legge, in analogia a quanto accade per i medici in corso di specializzazione, non sono mai stati stanziati ed erogati. Per supportare economicamente gli specializzandi in formazione si ricorre a varie soluzioni alternative, come borse regionali o su progetti, che non sono sempre garantite con continuità. Di conseguenza, in alcuni casi, gli specializzandi in Fisica medica sono costretti a svolgere il tirocinio gratuitamente.

Accade anche che le stesse università non attivino i corsi, con grave nocumento ai giovani laureati “non medici” e con conseguente danno a carico del SSN che vede depaupersi il proprio organico, in contraddizione con le richieste di specializzandi approvate dalla conferenza Stato-Regioni. E questo accade nonostante sia stata emessa dal Consiglio di Stato, sezione VI, n. 6037 del 17 dicembre 2013 una sentenza a favore dei ricorrenti (laureati in Biologia, Chimica e Fisica di Padova, avversi alla precedente decisione del TAR Veneto), che chiedevano all’Università di Padova di effettuare il concorso di ammissione dei laureati “non medici” alle Scuole di Specializzazione.

Oltre a ciò, la mancata emanazione da parte del MIUR della Nota Ministeriale per l’anno accademico 2013/2014 di attivazione dei bandi di concorso per le Scuole di Specializzazione aperte ai laureati “non medici”, secondo le modalità previste dall’art. 1 del Decreto Ministeriale del 30 giugno 2014, ha impedito ai suddetti laureati di poter accedere ai percorsi di Formazione post-lauream e adempiere a quanto previsto dal Decreto Legge n. 502 del 30 dicembre 1992, che obbliga anche i laureati “non medici” al possesso del titolo di specializzazione per la partecipazione concorsuale ai ruoli dirigenziali del Ssn.

L’Associazione Italiana di Fisica Medica, che annovera tra i suoi soci molti iscritti alle Scuole di Specializzazione in Fisica medica, chiede pertanto l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato e l’emanazione della Nota Ministeriale di attivazione dei bandi di concorso da parte delle università per l’accesso dei laureati “non medici” alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria per il corrente anno accademico. Chiede inoltre che sia previsto l’inserimento degli specializzandi "non medici" nel prossimo Decreto Ministeriale di Riordino delle Scuole di Specializzazione, come previsto dalla scheda n. 6 della “proposta di linee guida di riordino delle scuole di specializzazione”, in cui si propone anche l’equiparazione dello status economico e contrattuale degli specializzandi medici ai “non medici”.

Luisa Begnozzi
Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica

05 Dicembre 2014

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