Specializzazioni Medicina. Una vicenda grottesca dominata dalla superficialità

Specializzazioni Medicina. Una vicenda grottesca dominata dalla superficialità

Specializzazioni Medicina. Una vicenda grottesca dominata dalla superficialità

Gentile direttore,
come tutti sanno  il 29 e il 31 ottobre scorsi si sono svolte le prove per l’accesso alle scuole di specializzazione  in Medicina: in quell’occasione si è verificato uno scambio in sede di abbinamento delle risposte ai quesiti proposti ai candidati per l’Area medica (29 ottobre) e per i Servizi clinici (31 ottobre). In un primo momento, il MIUR ha dichiarato che un errore così grave non poteva non comportare l’annullamento delle prove ed aveva già indicato le nuove date di esame.


 


Ora il Ministero ha fatto marcia indietro e con un comunicato del 4 novembre ha annunciato che le prove restano valide e che non si terrà semplicemente conto di due sole domande, di specifica competenza dell’Area medica e di quella dei Servizi clinici.
Verrebbe dunque da dire che tutto è bene quel che finisce bene, eppure è chiaro che una vicenda così grottesca non può esser liquidata con un’alzata di spalle o col fatalismo del “sono cose che capitano” oppure del “tanto qui non cambia mai nulla”.
Ciò che è accaduto il 29-31 ottobre  è talmente grave da diventare imbarazzante. E’ grave la responsabilità del MIUR, che non si è minimamente preoccupato di vigilare sulla effettiva correttezza dei quiz, soprattutto sapendo quanto è delicata la situazione legata all’ingresso dei giovani medici nel mondo della specializzazione, un ambito in cui è stata sempre forte la sensazione che l’ammissione ai corsi  quasi mai ha fatto rima con meritocrazia.


 


Dopo che si è  inneggiato al nuovo corso, ad un sistema di selezione basato quanto meno su criteri  forse non del tutto esenti da critiche, ma che almeno si presentano un po’ più oggettivi rispetto al passato, ecco che scherzo ti combina il “destino”: quiz le cui risposte sono state invertire in sede di abbinamento con alcune domande! C’è da diventarne pazzi, o da scriverci un libro od arricchire aneddotiche da cabaret. O da sganasciarsi dalle risate, se la cosa in sé e per sé non fosse così seria.


 


La responsabilità del Consorzio Cineca è ovviamente di una gravità incommensurabile: in questo caso le dimissioni del Presidente sono quasi un atto dovuto e tutto sommato spostano poco in una situazione che ha del paradossale.


In questi giorni si è detto tutto o quasi sulla vicenda: quello che a noi preme di più sottolineare è l’indicibile leggerezza e superficialità di chi , per qualche giorno, ha avuto in mano il futuro di migliaia di giovani medici che si trovano già a lottare con l’incertezza e le difficoltà di un presente poco amico.
Per loro vorremmo, soltanto e almeno, che strani scherzi del “destino” non rendano loro la vita ancora più difficile, e soprattutto, più rispetto.
Non sembra di chiedere troppo
 
 
Virgilio de Bono 
Medico chirurgo 
Presidente COMIg 
Coordinamento medici italiani giovani 

05 Novembre 2014

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