Spesa sanitaria. Che futuro vogliamo?

Spesa sanitaria. Che futuro vogliamo?

Spesa sanitaria. Che futuro vogliamo?

Gentile Direttore,
la spesa sanitaria, sia pubblica che privata, è in Italia inferiore a quella dei principali paesi europei con cui ci confrontiamo. Solo per dare un’idea, spendiamo pro-capite poco più della metà della Germania. In un mercato unico dove prodotti e servizi circolano questo dato è particolarmente allarmante perché, tra l’altro, rischia di acuire la scarsa disponibilità di professionisti, soprattutto infermieri e medici. Di fronte a questa situazione, limitandoci agli aspetti finanziari, sono possibili tre scenari principali.

Il primo consiste nella reale presa d’atto politica della situazione e nella volontà di aumentare significativamente la spesa pubblica, dandole una priorità che, a parte il periodo del Covid, non ha avuto. Non è uno scenario probabile per diverse ragioni di cui due sono particolarmente importanti. Da un punto di vista generazionale, aumentare la spesa sanitaria pubblica vuole dire, ancora una volta, favorire la fascia della popolazione anziana. Forse non ha molti torti chi vorrebbe un rilancio, anche con risorse fresche, della scuola e dell’università che guardano più al futuro che al presente. La seconda ragione riguarda la governance politica. Lo stato paga ma i servizi sono responsabilità delle regioni. Un aumento del finanziamento della sanità pubblica ha costo politico per lo Stato i cui benefici sono raccolti dalle regioni.

Il secondo scenario consiste in una revisione e un aumento delle compartecipazioni alla spesa pubblica. Attualmente i “ticket” sono principalmente sulla specialistica e la diagnostica extra-ospedaliera mentre sono contenuti per quella farmaceutica e assenti per quella ospedaliera. In questo scenario si potrebbe aumentare significativamente i ticket sull’assistenza farmaceutica, restringere i criteri di esenzione, mettendo al contempo un tetto annuale alle compartecipazioni, e introdurre un contributo di 10/15 euro per la copertura delle spese alberghiere durante il ricovero ospedaliero. Sarebbe una manovra di 2 o 3 Miliardi, non poco per dare ossigeno al sistema. A questo scenario si potrebbe aggiungere anche l’eliminazione delle agevolazioni fiscali per la spesa privata e assicurativa, stimabili in 2 miliardi, che sono una spesa occulta e fortemente iniqua.

Il terzo scenario è andare avanti così, senza fare niente. Ne risulterebbe un progressivo indebolimento del SSN, una delle nostre istituzioni sociali più apprezzate anche a livello internazionale, con il conseguente incremento della spesa privata. Anche in questo caso si tratterebbe di una direzione verso un sistema più iniquo e, probabilmente, con anche rischi di perdere efficacia e persino efficienza.

Che scenario scegliere? E’ chiaramente una decisione politica, sia della maggioranza, che ha il potere legislativo ed esecutivo, che dell’opposizione che può mettere sul tappeto proposte coraggiose. Ma è anche una questione che riguarda la società civile. Gli Italiani vogliono veramente preservare il carattere solidaristico e universale del SSN?

Giovanni Fattore
Professore del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università Bocconi

14 Marzo 2023

© Riproduzione riservata

Farmacisti. L’Asst Lariana celebra la Giornata Mondiale: “In ospedale tra tecnologia e ruolo clinico”
Farmacisti. L’Asst Lariana celebra la Giornata Mondiale: “In ospedale tra tecnologia e ruolo clinico”

Garantire l’accesso rapido ai farmaci salvavita, personalizzare le terapie oncologiche e assicurare la continuità delle cure tra ospedale e casa, contribuendo così anche alla sostenibilità del Ssn. Così l’Asst Lariana...

Lombardia. Esteso a tutta la Regione il servizio di ostetriche a domicilio dopo il parto
Lombardia. Esteso a tutta la Regione il servizio di ostetriche a domicilio dopo il parto

Esteso a tutto il territorio lombardo il servizio di assistenza ostetrica domiciliare dopo il parto. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato le indicazioni operative...

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...