Sul decreto appropriatezza la misura è colma

Sul decreto appropriatezza la misura è colma

Sul decreto appropriatezza la misura è colma

Gentile Direttore,
mi chiedo se la pazienza dei medici è infinita o si è trasformata in rassegnazione. Nella trasmissione Dimartedi su La 7 di ieri sera l’on Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia, è stata molto chiara nei suoi interventi a cominciare dall’interrogativo che ha posto: ”La lotta agli sprechi la vogliamo fare o no?”. L’affermazione assolutamente condivisibile si inseriva nella discussione sul decreto appropriatezza anch’esso condivisibile nei propositi, molto meno nella forma e, per dirla tutta, poco rilevante per quanto attiene il contenimento della spesa: 100 milioni sono una goccia nell’oceano della spesa sanitaria ingiustificata.

L’affermazione dell’on De Micheli sarebbe stata ancora più condivisibile se accompagnata da una riflessione critica sul progressivo impoverimento e smantellamento del Ssn.  Un disastro determinato da una politica sanitaria finora quanto meno ottusa.  Una politica di tagli lineari che ha confuso un indicatore di efficienza, il numero di posti letto utilizzati per l’assistenza, con lo strumento idoneo per controllare la spesa: intanto tagliamo i posti letto, poi si vedrà. E si è visto! Gli italiani l’hanno visto e lo vedono tuttora e chi sa per quanto tempo ancora lo vedranno. I posti letto tagliati sono diventati per necessità posti-barella con un disagio indescrivibile e intollerabile nei PS.
 
Gli ospedali sono paralizzati, i volumi di attività dei reparti di degenza sono crollati, mentre la spesa registra una riduzione insignificante.
Oggi, mentre i politici si impegnano con passione nella ricerca dell’appropriatezza, un ricovero costa il 30% in più rispetto al 2005! Vogliamo cercare altri sprechi? Intanto il cittadino, già spremuto dalla fiscalità nazionale e regionale, ha dovuto mettere le mani nel portafoglio per comprare quello che il Ssn non riesce più a garantirgli e la spesa out of pocket continua a salire.

Ma gli esponenti della politica nazionale e regionale non hanno voglia di parlare degli errori del passato e tanto meno di correggerli. E allora è coerente con questo atteggiamento che l’on. De Micheli, a proposito del decreto appropriatezza, abbia affermato: “I pazienti non corrono rischi, i rischi ci sono per chi vuole scaricare sulle spalle di tutti la sua non voglia di dire ad un paziente guarda che stai bene, guarda che non hai bisogno di un esame che a tutti noi costa un sacco di soldi”.

Un atteggiamento intimidatorio ? Ma no! Un buffetto, un richiamo all’ordine al medico svogliato e sfaticato, causa prima dello spreco, invitato con fermezza a fare il suo dovere e forse anche a vergognarsi per essere stato ed essere uno dei responsabili del disastro. Responsabile anche per la spesa correlata alla medicina difensiva: 10 o 12 miliardi calcolati non si sa da chi e non si sa come.

C’è bisogno di dire altro? C’è bisogno di ricordare ai colleghi in quali condizioni siamo costretti a lavorare grazie alle scelte illogiche di una politica che invece di spendere meglio ha cercato solo di spendere meno. Ed ha fallito anche in questo. La rinuncia ai riposi, alle ferie, le eccedenze orarie non retribuite hanno trasformato il nostro lavoro in una evidente attività di volontariato svolta per di più in situazioni ambientali e strutturali sempre più precarie.
Io non credo che il medico sia rassegnato, credo ancora all’orgoglio di un professionista che ha scelto di lavorare nel Ssn perché credeva nei principi che lo regolano o meglio che lo regolavano: universalità, uguaglianza, equità. Hanno ancora un senso questi principi ?

Quanti altri “buffetti” dovremo sopportare? Quanti anni di volontariato? La misura è colma. E’ il momento di una risposta molto chiara e decisa da parte di tutti i medici del Ssn per ribadire il diritto alla cura e il diritto a curare. E forse ci vuole qualcosa in più di qualche giorno di sciopero. Cari colleghi, la vostra pazienza è infinita?
 
Bruno Schiavo
Segreteria Anaao – Az. San Camillo Forlanini Roma  

30 Settembre 2015

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