Sul profilo professionale dell’autista soccorritore

Sul profilo professionale dell’autista soccorritore

Sul profilo professionale dell’autista soccorritore

Gentile direttore,
nella giornata di martedì 10 dicembre la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, ha affrontato la questione della definizione, per la sua istituzione, del profilo professionale di Autista Soccorritore.

Dobbiamo purtroppo registrare che, ancora una volta, nonostante quanto discusso e affermato da alcuni rappresentanti del gruppo di lavoro Emergenza e della Commissone Salute negli incontri fatti con le OO.SS. nei mesi scorsi (8 e 23 maggio, 24 Luglio e l’ultimo lo scorso 12 novembre), i documenti elaborati e portati ai lavori della commisione, hanno riproposto l’istituzione di due distinti profili professionali, quello dell’“autista soccorritore” e quella del “soccorritore”, vincolando il percorso della definizione del profilo di Autista Soccorritore al fatto che venga definito anche il profilo professionale del Soccorritore.

Si è quindi riproposta la “farsa” di chi si ostina a voler far credere che la necessità di definire il profilo dell’autista soccorritore riguardi solo il settore pubblico, e che tale percoso debba essere parallelamente accompagnato dalla definizione del profilo di soccorritore per le sole associazioni di volontariato che, altrimenti, si troverebbero costrette a “licenziare” migliaia di persone.
Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, la situazione non è quella rappresentata ma si articola su 2 punti precisi e senza alcun rischio per l’occupazione.

La definizione del profilo professionale dell’Autista Soccorritore attraverso un accordo “Stato – Regioni”, i conseguenti percorsi formativi e l’area di intervento, sono una questione che attiene tutte le migliaia di lavoratrici e lavoratori che operano nel settore pubblico, nel settore privato (sia sanità che terzo settore) e nel settore del volontariato, consentendo finalmente di dare la giusta dignità e il giusto riconoscimento a questi professionisti che ogni giorno intervengono nelle più complesse e diverse situazioni, a suppordo degli altri professionisti sanitari che operano nel sistame dell’emergenza – urgenza.

Secondo: nel momento in cui, attraveso un accordo Stato – Regioni, viene definita una nuova figura professionale, la stessa ha piena titolarità ad essere disciplinata ed assunta in tutti i comparti, a partire da quello pubblico.
 
Abbiamo pertanto sottolineato che, allo stato attuale, le Regioni possono anche decidere, in accordo con il Ministero della Salute, di voler disciplinare la figura del soccorritore come un vero e proprio profilo professionale, facendosi però carico di tutti gli aspetti collegati.

Infatti, come abbiamo avuto modo di ribadire anche nell’incontro del 12 novembre scorso, significa che le Regioni e il Ministero della Salute si prendono la responsabilità di definire un nuovo profilo professonale, che ha percosi formativi completamente diversi da quelli previsti oggi per altre figure professionali (si parla di circa 200 ore di formazione) a partire dagli OSS per arrivare sino al personale Infermieristico, con quello che ciò comporta in termini di garanzia della qualità del servizio reso ai cittadini.

Va sottolineato che nessuno ha mai voluto mettere in discussione la figura del soccorritore: la stessa, come figura del mondo del volontariato e come figura dipendente di enti del Terzo Settore, ma non come profilo professionale, non solo è prevista all’interno dell’accordo Stato – Regioni del 2003 (come aggiornato nel 2005), che detta le linee guida della formazione, aggiornamento e addestramento per il personale operante nei sistemi di emergenze urgenza, ma è da tanti anni disciplinata dentro i contratti nazionali di lavoro del Terzo Settore.

Alla luce di tutto ciò è palese che la definizione del profilo professionale dell’autista soccorritore nulla ha a che vedere con la figura del Soccorritore; contiunare pertanto in questa linea è solamente un prendere in giro tutte le persone che stanno aspettando da più di 10 anni la conclusione di questo percorso.

Unica nota positiva è che al termine della propria riunione la stessa commissione Salute ha conferito il mandato all’Area del personale della Conferenza delle Regioni di elaborare una nuova proposta, da condividere con le OO.SS. e da portare poi in Commissione Salute al fine raggiungere un’intesa da sottoporre poi al Ministero della Salute.

Purtroppo il percorso non si può ancora considerare ne “messo in sicurezza” ne tanto meno concluso; come Cisl FP, unitamente alle altre OO.SS., solleciteremo la convocazione al più presto di un nuovo incontro che riteniamo debba essere fatto nei primi giorni di gennaio.
E’ altresì opportuno che ogni Regione si attivi anche nei confronti dei propri Assessori Regionali alla Sanità, in quanto componenti della Commissione Salute, al fine di sollecitare la positiva conclusione di questa difficile vertenza.

Marianna Ferruzzi
Segretaria Nazionale Cisl FP

Marianna Ferruzzi

13 Dicembre 2019

© Riproduzione riservata

Con la dipendenza dei medici di famiglia, rischio instabilità per Enpam
Con la dipendenza dei medici di famiglia, rischio instabilità per Enpam

Gentile Direttore,  l’approvazione odierna all’unanimità del bilancio consuntivo Enpam 2025, che per la prima volta presenta un saldo previdenziale negativo, testimonia il forte interesse dell’intera categoria rappresentata dal proprio ente di previdenza,...

Riforma a rilento e medici in fuga: così le Case della Salute restano deserte
Riforma a rilento e medici in fuga: così le Case della Salute restano deserte

Gentile direttore,due documenti approvati in questi giorni – il Decreto Commissari e il Documento di finanza pubblica – raccontano la stessa storia, da due angoli diversi. E la storia è...

Salute mentale. Più domanda, meno risorse: il sistema regge sull’urgenza e perde capacità di risposta
Salute mentale. Più domanda, meno risorse: il sistema regge sull’urgenza e perde capacità di risposta

Gentile Direttore, i dati del Sistema Informativo Salute Mentale relativi al 2024, già illustrati ampiamente da Quotidiano Sanità, ci offrono  un quadro importante dell’andamento strutturale e funzionale dei Servizi di Salute Mentale...

Cure primarie e riforma della medicina generale: il criterio che manca
Cure primarie e riforma della medicina generale: il criterio che manca

Gentile Direttore,il dibattito sulla riforma contrattuale della medicina generale è entrato in una fase in cui l'evidenza scientifica fatica a farsi sentire sopra il rumore di fondo degli schieramenti. Esistono...