Sulla composizione del Nitag difficile comprendere alcune scelte del Ministro

Sulla composizione del Nitag difficile comprendere alcune scelte del Ministro

Sulla composizione del Nitag difficile comprendere alcune scelte del Ministro

Gentile Direttore,
il ministro della Salute ha nominato i componenti del Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (National Immunization Technical Advisory Group – NITAG), cui sono affidati compiti di supporto tecnico alla definizione delle politiche vaccinali nazionali. Il NITAG opera seguendo un approccio di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment) coerente con il processo decisionale suggerito dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), indicando le evidenze scientifiche che sostengono le decisioni di politica vaccinale. Questo quanto previsto sin dalla prima costituzione del Gruppo a livello nazionale nel 2018, come indicato dall’OMS. La rete internazionale oggi comprende 181 Gruppi. Quindi il NITAG ha compiti, e necessita di competenze, di indirizzo in ambito preventivo e di ricerca, in ambito nazionale, tenuto conto del quadro internazionale, sull’uso appropriato dei vaccini e delle politiche vaccinali. Il Gruppo afferisce infatti al Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie. La composizione del NITAG, così come per tutti i gruppi tecnici ministeriali, è sempre stata criticata per competenza di alcuni componenti, per mancata indipendenza politica o tecnico-scientifica per altri. Nel periodo COVID-19 la critica spesso si esacerbò.

Anche per la recente nomina non mancano riserve e contrarietà espresse da più parti e professionalità, sia tecniche e che politiche. Ma quello che caratterizza la protesta è la nomina, tra i nuovi 22 membri, di due medici, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, noti per avere espresso opinioni scettiche o quantomeno ambigue sui vaccini contro il COVID-19, sull’efficacia dei vaccini e delle strategie vaccinali. Uno esperto di medicine complementari e omeopatia, l’altro attivo con associazioni per il dissenso vaccinale. Difficile comprendere, quindi, la scelta del ministro, volendo garantire un confronto scientifico anche acceso nell’ambito del Gruppo, ma pur sempre scientifico, basato sulle evidenze e sull’appropriatezza delle valutazioni e delle conseguenti indicazioni. Difficoltà che dovrebbe essere comune anche, ad almeno alcuni, degli altri 20 membri nominati. Un chiarimento da parte del ministro sarebbe necessario, indipendentemente dalla possibile richiesta che anche le Società scientifiche o le Associazioni potrebbero (se osassero) fare. I curricula dei singoli membri saranno sicuramente stati attentamente vagliati, per trasparenza le sinossi potrebbero anche essere pubblicate, così da presentare ai cittadini a chi ci si rivolge per costruire strategie efficaci per la salute per tutti e indipendenti da interessi.

Fiducia e credibilità da parte dei beneficiari sono due elementi essenziali affinché una strategia preventiva risulti efficace. Solo se partecipata una campagna vaccinale può raggiungere le coperture richieste; il compito successivo è quello di mantenerle. Vaccini, vaccinazioni, NITAG… sono quindi espressione anche di altro.

Maurizio Bonati
Direttore ricerca e pratica, Milano

Paolo Siani
Pediatra, già vicepresidente commissione bicamerale infanzia

08 Agosto 2025

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