Un grave errore se si annulla il comma 566

Un grave errore se si annulla il comma 566

Un grave errore se si annulla il comma 566

Gentile Direttore,
la sfida iniziata sull'attribuzione di competenze tra infermieri e medici, mai conclusa, sta frenando tutti gli altri professionisti sanitari e dividendo il mondo sanitario. Ulteriori ritardi sulla discussione del comma 566 stanno creando nelle nuove organizzazioni, e mi riferisco specificamente ai modelli organizzativi a livello di area diagnostica, la necessità di ruoli, nuove competenze e chiarezza sulle responsabilità professionali.
 
Soprattutto nell'area diagnostica ma anche in quella terapeutico – assistenziale dove l'esperienza professionale deve integrarsi a dispositivi formativi specifici avendo sempre come "core" la garanzia, la qualità e la sicurezza della salute del paziente.
 
"Annullare" il comma 566 è motivo di grande preoccupazione per il presente e ciò che sarà per il futuro delle nuove generazioni.
In un contesto dove le organizzazioni sono liquido – moderne la vera ricchezza non è rappresentata dalla strumentazione di diagnosi ma dalle competenze aziendali, dalle conoscenze, dal know how, dalla capacità di soddisfare i bisogni dei propri "clienti".
 
Oggi la vera sfida si gioca nella fertilizzazione delle conoscenze, nell'innovatività e nel coltivare il " brain".
Un' opportunità che non può essere attesa perché il processo di marginalizzazione delle professioni sanitarie da parte del SSN  sta rallentando il processo di  evoluzione professionale creando profonde divisioni tra gli attori coinvolti.
 
Un altro problema della mancata valorizzazione del professionista moderno è perché la programmazione del sistema  non garantisce lo sviluppo di carriera….
Basti pensare ad un contratto di lavoro da tempo non adeguato alla modernità, alla professionalità e ai costi della vita.
 
Inoltre, l'ingessamento delle normative (L.251/00, L.43/06) genera un processo di disomogenità dei contenuti reali e dei ruoli stessi.
Di fatto, c'è una volontà forte da parte della classe medica di voler recuperare una centralità che oggi  non regge i bisogni di sistema.
 
Per molti, la rivoluzione organizzativa si traduce in perdita teorica di potere non volendo riconoscere  cosi la capacità di crescita e di autorevolezza professionale che il sistema ha indotto.
C'è bisogno di mettere fine a giochi di potere e mettere in discussione le competenze di tutte i professionisti sanitari evitando così di indebolire il sistema e centrare l'attenzione sul paziente.
 
Ad esempio, l'uso inappropriato di "app mediche" crea un alto rischio di errore. L'innovazione tecnologica contribuisce a modificare l'organizzazione, il sistema salute e la necessità di riconoscere nuove competenze.
E' quindi necessario aprire un tavolo con le istituzioni sindacali, ministeriali per velocizzare i processi decisionali, per integrare nuovi apporti e per intraprendere con entusiasmo nuove sfide.
 
Saverio Stanziale
Vice Presidente FITeLaB Nazionale

12 Giugno 2016

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