Un Piano nazionale contro la burocrazia

Un Piano nazionale contro la burocrazia

Un Piano nazionale contro la burocrazia

Gentile Direttore,
l’emergenza Covid-19 ha dimostrato quello che già sapevamo ovvero che senza una medicina del territorio messa in condizione di compiere il proprio lavoro non si va da nessuna parte. Questo vale oggi e sarà ancora più valido nel futuro per l’esplosione delle cronicità che, a differenza di Covid 19, non avranno una fine.
 
La medicina del territorio dovrà necessariamente avere un ruolo di centralità clinica nella fase 2 e dovrà sottrarsi ad una serie di incombenze burocratiche che limitano l’attività del medico.
 
Sono stati elaborati diversi scenari (visite solo su appuntamento, telemedicina etc.) ma si è probabilmente sottovalutato una componente rilevante del lavoro del MMG che è la prescrizione dei farmaci cronici.
 
I MMG che lavorano sul campo sanno che la reiterazione prescrittiva dei farmaci cronici assorbe una notevole quantità di tempo e di energie al medico che deve mensilmente emettere una ricetta per centinaia di malati cronici. In molti casi non viene fatta una nuova valutazione clinica ma una ripetizione di una prescrizione per un paziente già valutato.
 
Altro tempo prezioso viene sottratto per la prescrizione SSN di farmaci/esami strumentali alla dimissione ospedaliera o in seguito a visita specialistica che spesso non viene fornita dai colleghi per motivi che non dipendono da loro bensì da una inefficienza dei sistemi informatici. Il paziente è dunque costretto a fare quel famoso ping-pong tra strutture sanitarie per avere le prescrizioni.
 
Con Covid siamo arrivati alla dematerializzazione prescrittiva che però non è efficiente al 100% poiché dipende dai server regionali e se essi sono intasati è necessario fornire al cittadino nuovamente la ricetta cartacea perché la terapia dell’anziano non può aspettare i tecnici informatici della regione. Senza contare la questione dei farmaci DPC o di alcuni ausili che escono ancora su ricetta rossa in molte regioni e dunque costringono il paziente a recarsi in studio.
 
Anche ammettendo che tutto funzioni bisogna comunque reiterare mensilmente centinaia di prescrizioni che non richiedono necessariamente una valutazione clinica. Il paziente deve telefonare in studio, il medico deve controllare la cartella clinica, fare la prescrizione e trovare il modo di inviarla (non tutti i pazienti possiedono strumenti telematici e non sempre il fascicolo sanitario funziona). Tutto tempo sottratto alla attività clinica che dobbiamo indirizzare alla fase 2 e alla gestione della cronicità con telemedicina.
 
Possiamo permetterci una tale modalità prescrittiva ai tempi di Covid-19? Ipotizziamo di sostituire l’attuale sistema di prescrizione mensile con un Piano Terapeutico di Assistenza Primaria per farmaci cronici in cui l’MMG fornisce al paziente una autorizzazione a ritirare i farmaci abituali in farmacia valida per 3-6-12 mesi a scelta del medico. Il medico può decidere la scadenza di tale piano terapeutico in base alle necessità di rivalutazione clinica e il paziente può ritirare il farmaco in farmacia con codice fiscale (con numero di scatole dipendente dalla posologia) senza dover necessariamente richiedere mensilmente la prescrizione. Il PT può essere modificato in qualsiasi momento dal MMG in base al suo giudizio e alle nuove esigenze cliniche.
 
A differenza dei tanto contestati piani terapeutici dell’Aifa, il PT di assistenza primaria non sarebbe valido per il singolo farmaco bensì per tutti i farmaci cronici che il paziente assume per anni ed essendo gestito dal MMG sarebbe uno strumento flessibile e adattabile al decorso clinico, alla patologia e ai farmaci assunti. A scadenza o in itinere il MMG rivaluterebbe il paziente (con visita o con telemedicina) e confermerebbe o modificherebbe il PT.
 
Tale PT, approvato dal MMG in quanto responsabile clinico del paziente cronico, sarebbe esclusivamente online ed inserito nel fascicolo sanitario a cui possono accedere anche gli specialisti d’organo che prescriverebbero solo per il primo ciclo di cure alla dimissione o in seguito a visita e che poi il MMG potrà confermare o modificare successivamente in base al suo giudizio. Ricordo che tale modalità prescrittiva è già prevista dalla normativa ma largamente disapplicata.
 
L’obiettivo finale sarebbe triplice: eliminare ogni forma di prescrizione cartacea, eliminare il ping-pong tra strutture sanitarie ed eliminare perdita di tempo per attività non clinica.
 
Chiamiamolo “Piano nazionale contro la burocrazia” o “Piano nazionale per l’ottimizzazione del lavoro”. Chiamiamolo come volete ma approviamo una serie di misure volte a ridurre la pressione dell’attività burocratica sul MMG che ha la necessità di assumere maggiori e più importanti compiti clinici sul territorio.
Rafforzare la centralità clinica del MMG sul territorio è necessario per la fase 2. E lo sarà ancora di più nel post Covid-19.
 
Roberto Bellacicco
Medico in formazione in Medicina Generale
Taranto

 

29 Aprile 2020

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