Approvato, nell’ultima seduta di venerdì del Consiglio regionale, l’assestamento al bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Lombardia. “La manovra – hanno sottolineato il presidente Attilio Fontana e il vicepresidente Marco Alparone – conferma l’invarianza della pressione fiscale come tratto distintivo dell’azione regionale, dimostrando che è possibile sostenere le politiche e le scelte strategiche senza aumentare il carico fiscale su cittadini e imprese”.
“La capacità di coniugare una gestione finanziaria prudente, investimenti programmatici e grandi eventi internazionali – le parole di Fontana e Alparone in una nota diramata dal Consiglio regionale – dimostra la solidità del modello Lombardia. Un modello riconosciuto anche recentemente dalle agenzie di rating: Moody’s ci ha attribuito il rating Baa1 con outlook stabile, superiore a quello attribuito alla Repubblica Italiana (Baa2 stabile)”.
“Un modello – hanno proseguito – che porta la Lombardia a consolidare il suo ruolo di motore economico non solo del Paese ma dell’Europa anche per effetto delle misure a sostegno della competitività delle imprese e per la crescita del capitale umano. Un sistema molto apprezzato dagli investitori e sostenuto dai cittadini, una strada su cui proseguiremo e che continueremo a difendere e rafforzare”.
Bilancio 2026, misure specifiche in ambito sanitario
Sul fronte della sanità, la manovra introduce misure specifiche a partire da uno stanziamento di 2 milioni di euro nel 2026 per la sperimentazione di un progetto dedicato al contrasto dell’obesità attraverso trattamenti farmacologici di ultima generazione, destinato a pazienti fragili con elevata vulnerabilità clinica e sociale.
Una parte importante della manovra riguarda il mondo della scuola e della formazione. Vengono infatti stanziati 16 milioni di euro di maggiori risorse correnti, di cui 3,1 milioni nel 2026 per l’adeguamento del contratto di lavoro degli assistenti alla comunicazione a favore degli studenti con disabilità sensoriale e 11,6 milioni per il diritto-dovere di istruzione e formazione.
Nuove norme per le Asp, le Aziende di servizi alla persona
“Con questo assestamento al bilancio, il Consiglio regionale ha approvato modifiche importanti che riguardano anche le Aziende di Servizi alla Persona”. Così l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha commentato l’approvazione dell’assestamento di Bilancio.
“Grazie agli emendamenti approvati – ha spiegato – abbiamo compiuto un passaggio fondamentale. Chiarendo definitivamente un quadro che da tempo necessitava di certezze e di strumenti adeguati. Ovvero la natura di ente pubblico non economico delle Asp”.
“Non ci siamo limitati ad aggiornare una legge, Abbiamo posto le basi – ha aggiunto – per un nuovo ruolo delle Asp lombarde, fondato su identità pubblica, competenza manageriale e piena integrazione nella rete territoriale dei servizi. È una scelta di prospettiva che rafforza il nostro welfare di comunità. E lo rende più capace di rispondere ai bisogni delle persone. Nella consapevolezza di una sempre crescente domanda sociale, in particolare per i nostri cittadini più anziani”.
“Non si tratta – ha aggiunto Lucchini – di un dettaglio tecnico, ma di una questione di sostanza. Un prerequisito indispensabile che ci consentirà di intervenire concretamente. E di costruire un percorso capace di garantire prospettive solide e sostenibili a realtà storiche che svolgono servizi sociali e sociosanitari fondamentali per i cittadini. Un intervento che, soprattutto, porta maggiore stabilità e prospettiva al personale di queste istituzioni e che riguarda oltre 2.700 lavoratori. Parliamo del Pio Albergo Trivulzio e del Golgi Redaelli di Milano oltre che dell’Istituto di Riabilitazione e Cura Santa Margherita di Pavia. Ci riferiamo anche all‘Asp Carlo Pezzani di Voghera, dell’Asp Valsasino di San Colombano al Lambro e all’Asp Basso Lodigiano di Codogno“.
Le Asp potranno essere riconosciute sempre più come componenti stabili della rete pubblica territoriale. Saranno chiamate non soltanto a gestire servizi di elevata qualità. Ma anche a concorrere, insieme ai Comuni, alle Ats, alle Asst e agli altri soggetti istituzionali, alla programmazione territoriale integrata degli interventi sociali e sociosanitari.
Inoltre, ha proseguito “abbiamo deciso di ampliare la possibilità di accedere alla carica di direttore generale anche a tutti coloro che sono iscritti negli elenchi nazionale e regionale degli idonei alla carica di direttore generale, direttore amministrativo, direttore sanitario e direttore sociosanitario degli enti sanitari. Questo consentirà di migliorare la governance. E di ampliare la platea delle professionalità qualificate a cui le Asp potranno attingere. Valorizzando competenze ed esperienze maturate nella gestione di realtà complesse del sistema sanitario e sociosanitario”.
“La scelta compiuta con l’assestamento – ha concluso Lucchini – ci permette quindi di andare avanti con maggiore certezza. Tutelando i lavoratori e mettendo le Asp nelle condizioni di proseguire la propria missione. Con la prospettiva di un modello rinnovato e sostenibile. Capace di coniugare qualità dei servizi, equilibrio economico e salvaguardia della loro funzione pubblica e sociale”.