Lombardia. Medici e dirigenti sanitari in stato di agitazione: “Sanità allo stremo per carenze e carichi di lavoro insostenibili”

Lombardia. Medici e dirigenti sanitari in stato di agitazione: “Sanità allo stremo per carenze e carichi di lavoro insostenibili”

Lombardia. Medici e dirigenti sanitari in stato di agitazione: “Sanità allo stremo per carenze e carichi di lavoro insostenibili”
“La situazione di compromissione del Servizio sanitario regionale legata alla carenza di medici specialisti nel settore pubblico, carichi e ritmi di lavoro sempre più stressanti, dieci anni di blocco contrattuale e l’evidente criticità connessa all’attuazione della riforma regionale, ci impongono una reazione”, dichiarano i sindacati.

"Le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria, Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa del Servizio Sanitario Regionale Lombardo dichiarano lo stato di agitazione dell'intera categoria". Lo annunciano in una nota le sigle sindacali ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI -FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA-FEDIRETS.

"La situazione di compromissione del Servizio sanitario regionale legata alla carenza di medici specialisti nel settore pubblico – spiega la nota -, ampiamente sottovalutata dalle Regioni in questi anni, a cominciare da Regione Lombardia che investe risorse ampiamente inferiori ad altre per integrare il numero degli specializzandi; la difficoltà dei colleghi dirigenti che operano nelle Aziende sanitarie pubbliche nel sostenere carichi e ritmi di lavoro sempre più stressanti e irrispettosi delle norme sull'orario di lavoro ed infine l’evidente criticità connessa all’attuazione della riforma regionale – che non ha favorito l’integrazione e ha anzi peggiorato lo status quo ante – ci impongono una reazione".

"Dieci anni di blocco contrattuale – prosegue la nota -, troppo spesso imputato solo a norme nazionali e che di fatto vive anche della resistenza regionale ad assumersi le proprie responsabilità, unitamente a gravissimi ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera che rende insostenibile il nostro lavoro, hanno provocato un logoramento non più accettabile".

"A fronte del felice esito del recentissimo accordo di pochi giorni fa per la medicina generale, non si vedono analoghi impegni sul versante della prevenzione medica e veterinaria, dell’assistenza distrettuale ed ospedaliera. Senza arrivare alla sanità low cost di altre regioni – aggiungono i sindacati -, assistiamo comunque all’esternalizzazione dei servizi con l’utilizzo di cooperative e alla giungla di contratti precari, con compensi orari non in linea con quelli europei, per medici specialisti che poi sono costretti a lavorare gratuitamente oltre l'orario pattuito".
 
"Anche nelle principali aziende sanitarie regionali non è più infrequente vedere concorsi deserti, dove anche chi entra in graduatoria rifiuta a favore della ospedalità privata che risulta sempre più allettante della medicina generale, meno rischiosa. A questo si aggiunga l’onerosa e incompiuta applicazione di una riforma sanitaria regionale – sottolinea la nota – che si è voluta isorisorse e che in realtà si è rivelata più gravosa per i lavoratori e non certo più vantaggiosa per gli utenti, come i risultati sin qui ottenuti stanno a dimostrare".

"Regione Lombardia ha ottenuto circa 200 milioni in più nel Fondo Sanitario Regionale per il 2019 – specifica la nota -: chiediamo un serio investimento che prescinda dalle decisioni del legislatore nazionale. La Regione più popolosa e ricca d'Italia batta un colpo e dimostri che davvero vuole investire in una sanità pubblica che sia un vanto per i pazienti, i cittadini e per i professionisti che ci lavorano i quali meritano proprio per questo adeguati riconoscimenti, anche economici, in linea con quelli assegnati al comparto sanità. Senza dimenticare che già nel 2018, con senso di responsabilità e abnegazione, abbiamo accettato una decurtazione economica al fine di contribuire alla stabilizzazione dei precari".

"In attesa di riscontri da parte regionale – conclude la nota -proclamiamo quindi lo stato di agitazione che potrà sfociare, in caso di mancato accordo, in ulteriori iniziative quali la proclamazione di uno sciopero del personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del SSN, ivi compresi IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) ed ARPA entro breve termine".
 
La richiesta di convocazione inviata al Prefetto di Milano

06 Maggio 2019

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