Suicidio medicalmente assistito in Lombardia. FdI: “Linee guida infondate, fermare procedure” Bertolaso: “Servono a operatori e cittadini”

Suicidio medicalmente assistito in Lombardia. FdI: “Linee guida infondate, fermare procedure” Bertolaso: “Servono a operatori e cittadini”

Suicidio medicalmente assistito in Lombardia. FdI: “Linee guida infondate, fermare procedure” Bertolaso: “Servono a operatori e cittadini”

Botta e risposta ieri nel corso del question time, dopo il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia gestito dal Ssr il 25 agosto 2026. Per Matteo Forte (FdI) le linee guida della Regione sono illegittime e contrarie alla deontologia medica. L'assessore risponde: “Emanate per dare certezze agli operatori e tutelare i cittadini. Ma supporto tecnico del personale medico a titolo volontario, nessuna contrapposizione con il Giuramento di Ippocrate”.

Il suicidio medicalmente assistito continua ad essere al centro della discussione politica nelle Regioni. Ieri, in Consiglio regionale della Lombardia, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso è stato chiamato a rispondere a un’interrogazione, promossa dal Consigliere Matteo Forte (FDI), che ha riguardato il primo caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito gestito interamente dal Servizio Sanitario Regionale, avvenuto il 25 agosto 2026. Nell’interrogazione, sottoscritta da altri 11 consiglieri di Fratelli d’Italia, si chiedeva, in particolare, di “avere dimostrazione certa delle modalità attraverso cui la procedura predisposta nel caso del Sig. D. Z. abbia effettivamente favorito l’avvio dell’auto-infusione del farmaco letale da parte di una persona affetta da una grave atrofia muscolare (tale per cui non era in grado di muovere un solo arto in autonomia), all’interno di una valutazione complessiva circa il fatto che nello specifico l’organizzazione del sistema sanitario regionale non confligga con il dettato costituzionale, legislativo e il Codice di Deontologia Medica che fanno della continuità della cura e del non abbandono del malato principi cardini del sistema sanitario, mettendo altresì il personale sanitario nella condizione di dover effettuare una scelta tra rispetto della deontologia professionale e obblighi verso il datore di lavoro”.

Nella sua risposta, riferisce una nota di sintesi del Consiglio regionale, Guido Bertolaso ha ricordato che il supporto tecnico del personale medico durante la procedura avviene “a titolo volontario, come sancito da sentenza della Corte Costituzionale, e quindi non è in contrasto con il Giuramento d’Ippocrate. Le indicazioni procedurali, emanate dall’assessorato che amministro”, in attesa di una legge in materia, “e di cui mi assumo ogni responsabilità, servono a dare uniformità alle diverse ASST, garantendo certezze agli operatori e tutelando i diritti dei cittadini. Le indicazioni procedurali si pongono esclusivamente sul piano organizzativo”.

Per quanto riguarda le precedenti decisioni assunte dal Consiglio regionale in materia, Bertolaso ha specificato che “non c’è alcuna contrapposizione”.

Pur non potendo entrare nello specifico del caso citato nel question time, l’Assessore ha precisato che “l’autosomministrazione è stata avviata in modo autonomo, mediante l’utilizzo di capacità funzionali residue del paziente”.

Nella replica il Consigliere Forte ha ribadito che “da un punto di vista giuridico il sistema sanitario regionale non ha competenza in merito alle procedure relative alla morte medicalmente assistita, materia che è di competenza esclusiva dello Stato. La procedura e le Linee guida sono quindi giuridicamente infondate, opinabili eticamente ma soprattutto contrarie alla deontologia medica” e ha chiesto alla Giunta di fermare ulteriori procedure.

In Lombardia era stato depositato progetto di legge Coscioni di iniziativa popolare relativo a “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Ma nel novembre 2024, il Consiglio ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità (con voto segreto, 43 a favore e 34 i contrari) decidendo di “non trattare” il progetto di legge.

16 Settembre 2026

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