Cresce il ‘social freezing’ in Italia: +50% procedure di congelamento degli ovociti in un anno

Cresce il ‘social freezing’ in Italia: +50% procedure di congelamento degli ovociti in un anno

Cresce il ‘social freezing’ in Italia: +50% procedure di congelamento degli ovociti in un anno
Fra il 2023 e il 2024 in aumento le donne che hanno scelto di preservare la fertilità. I nuovi dati del gruppo Genera, il più grande nel nostro Paese, relativo all’attività di 7 centri specializzati in medicina della riproduzione. Visite gratuite l’8 marzo

In Italia è aumentato quasi del 50% in un anno (fra il 2023 e il 2024) il numero di donne che decidono di preservare la loro fertilità, optando per il congelamento degli ovociti. Questo può avvenire sia per motivi medici, quindi a causa di una malattia che può mettere a rischio la propria capacità riproduttiva, o per ragioni personali (il cosiddetto ‘social freezing’), dalla ricerca di un partner stabile, alla necessità di dedicare di trovare una stabilità lavorativa ed economica, rendendo necessario procrastinare la ricerca di una gravidanza. Sono gli ultimi dati raccolti dal gruppo Genera, il più grande in Italia, la cui rete comprende 7 centri specializzati in medicina e biologia della riproduzione su tutto il territorio nazionale.

“Le donne italiane sono sempre più inclini alla crioconservazione degli ovociti – spiega Alberto Vaiarelli, ginecologo e responsabile medico-scientifico del centro Genera di Roma – grazie alle maggiori informazioni che sono giunte in questi anni sulla tematica. Molte di loro sono alla ricerca di informazioni per difendere il proprio potenziale riproduttivo e di soluzioni per poter pianificare la gravidanza. Nel corso di questo anno abbiamo visto aumentare le richieste di accedere a questa procedura che consente di mettere da parte un ‘tesoretto’ di ovociti che potranno poi essere utilizzate se, eventualmente, negli anni si avranno problemi nel concepimento naturale. Siamo comunque molto lontani da una diffusione su larga scala (parliamo di alcune centinaia di procedure l’anno, purtroppo ancora pari a meno del 10% di tutti i cicli di Pma che effettuiamo nei nostri centri), soprattutto perché i farmaci sono a carico del paziente e ancora oggi la maggioranza dei centri pubblici assicura il congelamento ovocitario solo per i casi oncologici. Ma abbiamo anche notato un aumento di donne che vengono indirizzate a questo percorso dai loro medici di famiglia o ginecologi di fiducia”.

“La capacità riproduttiva di una donna – spiega Vaiarelli – può essere compromessa da terapie tossiche per il sistema riproduttivo (dette gonadotossiche) per patologie oncologiche, come il tumore della mammella, dell’ovaio e dell’utero, per patologie sistemiche o per malattie ginecologiche come l’endometriosi severa che, pur essendo una malattia benigna, può compromettere gravemente il patrimonio ovarico diminuendo così la riserva ovarica. Inoltre, l’1% delle donne può essere esposto ad un rischio genetico di menopausa precoce che può insorgere prima dei 40 anni. Ma tra le indicazioni alla crioconservazione ovocitaria per la preservazione della fertilità femminile, rientrano anche quelle più personali (‘social freezing’) che interessano donne che per vari motivi decidono di posticipare la ricerca di una gravidanza. Nei nostri centri arrivano per la maggior parte donne che optano per questo trattamento proprio per motivi personali. Ricordiamo che l’efficacia della crioconservazione ovocitaria dipende soprattutto dall’età e dalla riserva ovarica (numero di ovociti a disposizione), motivo per il quale consigliamo di procedere entro i 35 anni di età, lasciando poi alla valutazione del medico specialista in medicina della riproduzione l’opportunità di procedere oltre questa soglia”.

Il gruppo Genera, in occasione della Festa della Donna, aprirà le porte dei suoi centri a Roma, Napoli, Umbertide, Marostica e Torino, proprio sabato 8 marzo, per una prima visita gratuita sia di coppia, che per donne che vogliano saperne di più sulla preservazione della fertilità. Un appuntamento che si ripete ormai dal 2021 e che ha consentito di erogare 1000 visite gratuite informative in questi anni, per accrescere la sensibilità e la conoscenza della donne sulla propria fertilità, su come difenderla e su come affrontare i problemi di infertilità.

03 Marzo 2025

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