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Piemonte. La regista Liana Marabini dona 2 mila euro all’ospedale di Asti. Fondi utilizzati per migliorare la Rianimazione

La donazione per ringraziare l'azienda per averle fatto utilizzare i corridoi dell'ospedale Cardinal Massaia per il suo nuovo film. I soldi sono stati utilizzati per migliorare la qualità del ricovero dei pazienti della struttura di Anestesia e Rianimazione.

20 MAG - Una richiesta locali, un film da girare, una direzione generale disponibile, un bel gesto di gratitudine: sono gli ingredienti che hanno reso possibile il realizzarsi di un piccolo ma significativo esempio di umanità ed attenzione rivolta a pazienti e personale dipendente dell’ospedale di Asti. L’atto di gratitudine è quello della regista Liana Marabini, la direzione generale è quella dell’Asl AT, i locali quelli della Medicina B dell’ospedale cittadino ed il film è “Shades of Tuth” (“Sfumature di verità”), in parte girato proprio tra i corridoi del Cardinal Massaia. Umanizzazione e qualità del ricovero per i pazienti della struttura di Anestesia e Rianimazione del Cardinal Massaia: ecco come si è deciso di utilizzare i duemila euro donati dalla regista all’Asl astigiana.

“In accordo con la direzione generale – spiega Silvano Cardellino, primario dell’Anestesia e Rianimazione – è stato possibile apportare un importante miglioramento al sistema di illuminazione dell’area di ricovero del reparto. L’intervento, in sintesi, è consistito nel separare e rendere indipendenti le luci poste sopra ciascun letto dei nostri pazienti, consentendo dunque di poter assistere ciascuno di loro senza arrecare disturbo agli altri”.

 “Nelle ore notturne in particolare – sottolinea Edna Biase, coordinatrice infermieristica del reparto – questo semplice accorgimento consente anche al personale di poter lavorare con più tranquillità, vista l’esigenza di somministrare cure in modo continuativo e differenziato per chi si trova in terapia intensiva. Inoltre, la possibilità di governare in modo individualizzato accensione e spegnimento delle luci, ci permette di favorire il mantenimento, o il recupero, di un normale ritmo sonno-veglia a seconda delle condizioni di ciascun paziente”.

Un semplice intervento, quindi, ma dai risultati sorprendenti sia per i pazienti sia per gli operatori che tutti i giorni se ne prendono cura.

Sono circa 500 i pazienti assistiti ogni anno nella Rianimazione del Massaia che si gioveranno di questo  intervento che insieme alla possibilità, già in atto da alcuni anni, di avere un parente vicino per molte ore della giornata (la Rianimazione è “aperta” dalle 13.00 alle 22.00) consentirà loro di avere un ambiente, per quanto possibile, più confortevole e familiare.
 

20 maggio 2015
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