Abruzzo. Chiodi a tutto campo: “Ecco perché il commissariamento deve andare avanti”

Abruzzo. Chiodi a tutto campo: “Ecco perché il commissariamento deve andare avanti”

Abruzzo. Chiodi a tutto campo: “Ecco perché il commissariamento deve andare avanti”
In una missiva all'ospedalità privata regionale il bilancio di due anni di gestione commissariale. Rivendicata l'utilità del tetto per le convenzioni e bacchettate ad "alcuni" medici di famiglia: "Troppe prescrizioni verso case di cura delle Marche".

Il presidente della Regione e Commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, ha inviato una nota agli erogatori dell’ospedalità privata nella quale ha spiegato vari punti chiave della sua amministrazione.

"Nonostante due anni di commissariamento – ha scritto – è stato necessario proseguire ancora sulla strada commissariale per portare a compimento quelle riforme strutturali ineludibili per uscire da una crisi economica e finanziaria oltre che politica e sociale. Il prolungamento del presidio governativo sul settore sanitario non è, quindi, una colpa da espiare, quanto un estremo atto di responsabilità, di compimento di un ciclo riformista, che, infatti, ha dato i suoi frutti: da una parte ha consentito il raggiungimento del pareggio di bilancio; dall'altro ha permesso lo start up di indispensabili forme di riorganizzazione di attività e strutture, attraverso la definizione dei fabbisogni sanitari”. Il governatore ha citato “la riconversione dei piccoli ospedali (obsoleti e non più sicuri) in presidi territoriali; la rimodulazione delle unità operative e dei dipartimenti che ammoderna gli ospedali per acuti e li rende più efficaci nella medicina attuale e futura; le reti ospedaliera e territoriale”.

Passando poi a parlare di misure di controllo della spesa pubblica per la sanità, Chiodi ha definito i tetti di spesa per l’ospedalità privata “una misura indispensabile al raggiungimento dell'equilibrio di bilancio”. “Nel 2008 e 2009 – ha spiegato – tali tetti ammontavano ad oltre 160 milioni, e nella maggior parte dei casi sono risultati non sottoscritti dagli erogatori perché ritenuti insufficienti. La mancata firma dei contratti, per rivendicare il diritto ad un maggior finanziamento, aveva come conseguenza diretta quella di alterare i meccanismi di governo della spesa pubblica, riducendo la Regione a mero ente erogatore di prestazioni pagate a piè di lista, con l'aggravante di non poter contestare il fatturato se non in sede di controllo ispettivo”. “D'altro canto – ha proseguito il governatore –  la mancata firma del contratto permetteva ai privati di fatturare oltre i tetti stabiliti, adducendo le giustificazioni più disparate. Il mancato governo della spesa sui tetti è stata una delle cause all'origine dell'enorme debito pubblico che ha portato l'Abruzzo a conquistare la disdicevole vetta delle regioni italiane in rosso”.

Chiodi, infine, parlando di mobilità extraregionale, ha puntato il dito contro alcuni medici di famiglia. “Le cause della mobilità – ha detto nella nota – non sono solo e sempre legate alla inefficienza delle nostre strutture, alle liste d'attesa o alla qualità degli ospedali del nord: è un dato di fatto che i primi consigli sul cosa fare arrivano sovente dai medici di famiglia, che indirizzano i pazienti fuori regione. Qualche volta è accertato che alcuni di costoro, pur operanti nelle nostre strutture private, hanno contratti anche con case di cura nelle Marche verso le quali inducono alla mobilità”. “Al tempo stesso – ha precisato – è ovvio e necessario che si debba lavorare tenacemente per dare prestazioni di qualità e per abbattere le liste d'attesa. Il Programma nazionale sugli esiti del Ministero della Salute, che misura la efficacia degli ospedali pubblici e privati italiani, ha dimostrato che le Cardiochirurgie di Chieti e Teramo sono tra le migliori d'Italia per qualità, tanto da attestarsi tra le primi dieci in Italia”. “Ciononostante, – ha concluso Chiodi – nel 2010 più di 200 cittadini abruzzesi sono andati a farsi curare presso strutture di Modena, Bologna e Roma, dove hanno creduto in buona fede di essere curati meglio ed invece, forse, non avevano informazioni complete sulle eccellenze della loro stessa regione".

17 Ottobre 2011

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