Al San Carlo di Potenza non si riescono a trovare pediatri neonatologi. Il Dg Barresi: “Vani tutti nostri sforzi, concorsi deserti”

Al San Carlo di Potenza non si riescono a trovare pediatri neonatologi. Il Dg Barresi: “Vani tutti nostri sforzi, concorsi deserti”

Al San Carlo di Potenza non si riescono a trovare pediatri neonatologi. Il Dg Barresi: “Vani tutti nostri sforzi, concorsi deserti”
Attualmente sono 5 i medici in servizio, 3 assicurano, tra l’altro, la copertura di turni h24 per il Servizio STEN. Espletato il concorso a luglio del 2018 per 8 posti, solo 3 hanno preso servizio (e solo uno è rimasto in servizio a Potenza). “Si è invano cercato di attingere alle graduatorie di altre aziende”, spiega il Dg che garantisce il massimo impegno dell'Azienda per reperire specialisti.

La situazione di criticità dell’UOC Neonatologia e della TIN (Terapia intensiva neonatale dell’AOR San Carlo per carenza personale medico diventa ogni giorno più difficile. Perché tutti gli sforzi dell’azienda per reperire con ogni procedura prevista dalla legge nuovi medici specialisti necessari a garantire il servizio sono caduti dal nulla. “Non ultima la procedura concorsuale avviata conseguentemente all’esito infruttuoso della procedura di mobilità intra ed extra regionale”, spiega il Direttore Generale dell’AOR San Carlo, Massimo Barresi in una nota.

In tale situazione il reperto, spiega l’Azienda, “potrebbe non garantire al meglio la normale continuità assistenziale, nonostante la disponibilità a tutt’oggi richiesta e assicurata dal personale in carico all’Azienda”. Attualmente sono 5 le unità in servizio, ma solo 3 assicurano, tra l’altro, la copertura di turni h24 per il Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale (STEN), anch’esso in capo all’AOR San Carlo.

Espletato il concorso a luglio del 2018 per 8 posti, solo 3 hanno preso servizio (di cui un solo pediatra rimasto in servizio a Potenza). Ora in fase di espletamento un ulteriore concorso. Nell’attesa l’Azienda si è impegnata per attingere alle graduatorie di altre aziende. In particolare, il 16 gennaio 2019 è stata inviata richiesta di graduatorie valide di pediatria/neonatologia a tutte le Aziende Sanitarie Italiane per il tramite degli Assessorati alla Sanità. “Ha dato riscontro solo l’ASL di Pescara ma nessun candidato dei due in graduatoria ha accettato. Ulteriori richieste di accesso alle graduatorie, senza esito, sono state fatte a febbraio alle Asl Napoli 1 che non ha inviato la graduatoria e all’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino che ha inviato la graduatoria con 22 idonei dei quali nessuno ha accettato”, spiega la nota aziendale.
 
L’avviso di mobilità del 21 febbraio 2019 è andato deserto. A marzo è stata richiesta la graduatoria per disciplina di neonatologia all’AO Santobono di Napoli che dopo diversi solleciti ha inviato il 5 giugno la graduatoria con 64 idonei, ma nessuno ha accettato. Nessun riscontro ha avuto la richiesta a maggio della graduatoria di neonatologia all’Azienda Ospedaliera Rummo di Benevento. Infruttuosa anche quella fatta a marzo all’Azienda Ospedaliera di Cosenza, in quanto già tutta utilizzata. Un sollecito è stato formalizzato all’AOU Federico II che non ha inviato la graduatoria.

Inoltre sono state avviate numerose interlocuzioni con altre aziende sanitarie (in particolare della Regione Campania e della Regione Puglia) finalizzate a verificare la possibilità di stipulare apposite convenzioni per l’acquisto di prestazioni in regime libero professionale. “Ma i tentativi di addivenire alla sottoscrizione di rapporti convenzionali non hanno sortito gli effetti auspicati”.

Al riguardo, spiega il San Carlo, “solo l’Azienda Universitaria Federico II di Napoli si è resa disponibile a collaborare con il ‘San Carlo’ per la risoluzione della problematica, con la messa a disposizione di propri medici specialisti in Neonatologia e esperti in rianimazione neonatale e terapia intensiva richiedendo, tuttavia, quale corrispettivo, l’importo lordo di 120 euro per ora, oltre il rimborso delle spese viaggio, con una disparità tariffaria rispetto alle disposizioni regionali e del contratto collettivo per la dirigenza medica, che prevedono una tariffa di 60 euro lordi a ora”.

“A fronte di tale situazione, rimane fermo l’impegno dell’Azienda – ha ribadito il dr. Barresi – per garantire la migliore assistenza ai cittadini, pur tenendo conto degli aspetti economici. Intanto continua la ricerca di specialisti attraverso continui contatti con la società scientifica nazionale di neonatologia e pediatria”.

25 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

Alcol e adolescenti, Asl Roma 4 lancia l’allarme: “Fenomeno in crescita”
Alcol e adolescenti, Asl Roma 4 lancia l’allarme: “Fenomeno in crescita”

Il consumo di alcol tra adolescenti e giovani adulti è un fenomeno in continua evoluzione, fortemente connesso ai cambiamenti negli stili di vita, nelle modalità di socializzazione e nell’utilizzo del...

Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”
Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”

La sequenza dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda del piccolo Domenico Caliendo “non è soltanto la storia di un trapianto pediatrico finito in tragedia, è la storia di un...

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra
Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

La Conferenza Unificata ha espresso oggi parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di "tutela della salute...

Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”
Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”

“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi...