Alcol e giovani. Le Regioni insieme per combattere il fenomeno

Alcol e giovani. Le Regioni insieme per combattere il fenomeno

Alcol e giovani. Le Regioni insieme per combattere il fenomeno
L'alcol resta la prima causa di morte diretta per patologie correlate, o indiretta (incidenti) nei giovani e anche nei giovanissimi. Se ne è parlato in un convegno in Friuli Venezia Giulia. Ciriani: “Accrescere le iniziative sensibilizzazione per rendere i ragazzi consapevoli dei rischi”.

"Credo che ormai non ci siano margini di dubbio: è in gioco la salute dei nostri ragazzi. Pertanto è necessario uno sforzo supplementare delle istituzioni, che insieme agli enti del servizio sanitario, alle scuole e alle famiglie, devono sempre più adoperarsi per ridurre il fenomeno del bere tra i giovani". Lo ha dichiarato l'assessore alla Salute, Luca Ciriani, commentando gli esiti del convegno "Le Regioni e le Province Autonome si interrogano sui problemi alcolcorrelati", al quale la scorsa settimana a Trieste hanno preso parte oltre 450 esperti provenienti da tutta Italia.
 
"Dal confronto – ha spiegato Ciriani – è emersa una grande e rinnovata preoccupazione per il bere giovanile. È sempre più frequente il fenomeno del 'binge drinking', vere e proprie abbuffate con l'assunzione di grandi quantità di bevande alcoliche, anche diverse, al solo scopo si sballare. Una moda che purtroppo conferma l'alcol come prima causa di morte, diretta per patologie correlate, o indiretta (incidenti) nei giovani e anche nei giovanissimi, tra i 15 e i 29 anni di età".

Di conseguenza, questo l'annuncio dell'assessore: "Accresceremo le iniziative di educazione e sensibilizzazione per aiutare i ragazzi ad essere sempre più consapevoli dei rischi cui vanno incontro. Vogliamo sempre più coinvolgerli nella gestione della loro salute e del loro ben-essere. Vogliamo responsabilizzarli, far capire che sono loro stessi i primi artefici della propria fortuna".
 
"Con questo obiettivo proveremo anche a migliore il coordinamento degli interventi, a tutti i livelli, ad iniziare da quelli attuati dai Dipartimenti delle dipendenze e dai Servizi di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza delle Aziende sanitarie – ha spiegato –  il tutto naturalmente in sinergia con l'educazione impartita dai genitori, dagli insegnanti, nei centri di aggregazione".
 
E se il tema del bere tra i giovani è di certo un problema di vasta portata, resta il fatto che l'alcolismo è comunque un fenomeno preoccupante, a tutte le età. Oltre 20 mila persone, infatti (la maggioranza sono uomini) muore in Italia ogni anno per cause interamente o parzialmente connesse al consumo di bevande alcoliche.
 
"Il convegno ha posto l'attenzione su altri due fattori che vanno tenuti ben presenti nella definizione delle politiche sanitarie – ha concluso l'assessore – l'alcolismo emergente degli anziani e l'aumento di sofferenza fetale, legata ad un consumo anche minimo delle madri in fase di gravidanza, che spesso comporta più o meno gravi carenze cognitive ed handicap".
 

05 Novembre 2012

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