Anisap Lombardia. Pietro Potestio nuovo presidente

Anisap Lombardia. Pietro Potestio nuovo presidente

Anisap Lombardia. Pietro Potestio nuovo presidente
“Vogliamo continuare ad essere partner fondamentali per il Ssr”, ha detto il neo presidente dell’associazione. Ma, ha aggiunto, “i problemi non mancano”. A cominciare dal blocco del budget per il privato accreditato, alla questione “dell’eventuale entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale che, con tariffe al ribasso e costi di produzione al rialzo (come in tutti gli altri settori), metterebbe in estrema difficoltà molte strutture”.

Pietro Potestio è stato eletto Presidente di Anisap Lombardia, Associazione Regionale delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private e accreditate al SSN. Sostituisce Andrea Buratti, recentemente nominato CEO di SYNLAB Italia. Potestio, 49 anni, è Fondatore e Amministratore dal 2002 dello Studio Radiologico “Città di Parabiago”, in provincia di Milano.

“Il 40% del Servizio sanitario all’interno di Regione Lombardia – afferma Potestio – viene svolto dai privati accreditati. Ciò è dovuto al fatto che le nostre strutture hanno una capillare distribuzione sul territorio e che sono sempre state un punto di riferimento indispensabile per i pazienti. Anche durante il Covid non hanno mai chiuso l’attività e hanno contribuito ad aiutare il sistema con tamponi ed esami diagnostici”.

“Vogliamo continuare ad essere partner fondamentali per il Sistema sanitario regionale – prosegue il Presidente ANISAP Lombardia – anche se i problemi non mancano. A livello nazionale non è mai stato superato il DL 95 del 2012, a causa del quale i finanziamenti per il settore privato accreditato che arrivano alle Regioni sono bloccati da un tetto non incrementabile, per cui i budget assegnati alle singole strutture sono fermi al 2011. Si aggiungano l’invecchiamento della popolazione, che ha sempre maggiore necessità di cure, e il tema dell’appropriatezza delle prescrizioni di esami diagnostici non sempre conformi alle reali necessità. Risultato di queste combinazioni: maggiore domanda, scarsità di offerta dovuta alle risorse che mancano e conseguente allungamento costante e progressivo dei tempi di attesa”.

“Infine – conclude Potestio – c’è la questione dell’eventuale entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale che, con tariffe al ribasso e costi di produzione al rialzo (come in tutti gli altri settori), metterebbe in estrema difficoltà molte strutture sanitarie, provocando finanche la chiusura di alcuni punti prelievo e piccole strutture ambulatoriali, diminuendo così la presenza capillare sul territorio, obiettivo riconosciuto e perseguito dalla politica regionale fin dal post Covid”.

14 Giugno 2023

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