Aosta, medico operò anche se era positivo al Covid, Pm chiede che sia condannato. La difesa: “Intervento salvavita, solo lui poteva operare” 

Aosta, medico operò anche se era positivo al Covid, Pm chiede che sia condannato. La difesa: “Intervento salvavita, solo lui poteva operare” 

Aosta, medico operò anche se era positivo al Covid, Pm chiede che sia condannato. La difesa: “Intervento salvavita, solo lui poteva operare” 
Fu chiamato per un intervento d'urgenza su una donna di 60 anni colta da aneurisma dell'arteria splenica. Il pubblico ministero chiede un decreto penale di condanna prevedendo una sanzione pecuniaria di 5.000 euro. Stessa richiesta per l’ex direttore sanitario, che autorizzò l’intervento, e per il responsabile del 118, che mando un’ambulanza a prendere il medico a casa, dove si trovava in quarantena. La direzione sanitaria ha sempre sostenuto che l'intervento in questione fosse 'salvavita' per la paziente, e che l'unico in grado di poterlo eseguire era quel medico.

Il pubblico ministero ha chiesto un decreto penale di condanna, con una sanzione pecunaria di 5 mila euro, per G. I., il medico di chirurgia vascolare di Aosta che, ad aprile, ha operato una paziente, nonostante fosse in quarantena perché positivo al Covid-19. L'accusa ha chiesto anche un decreto penale di condanna con medesima sanzione di 5 mila euro per l'allora direttore sanitario dell'Usl, P. E. N., e per il responsabile del 118 L. C.. Per tutti e tre l'accusa è di aver violato la normativa sulla quarantena. Secondo l'accusa, il direttore ha autorizzato, tramite email, l'intervento mentre il responsabile del 118 avrebbe la colpa di avere disposto che un'ambulanza andasse a prendere il medico a casa e lo portasse in ospedale e poi lo riportasse alla sua abitazione. A darne notizia è un dispaccio dell'Ansa.

Il medico, spiega l’agenzia, era stato chiamato a operare d'urgenza una donna di 60 anni colta da aneurisma dell'arteria splenica. La direzione sanitaria aveva sostenuto che l'intervento in questione fosse `salvavita´ per la paziente e che l'unico in grado di poterlo eseguire era lo stesso I. Che era in quarantena ma 'debolmente positivo' e asintomatico. Secondo il direttore sanitario, la paziente non era in grado di essere trasferita e doveva essere operata subito.
 
“Il chirurgo, l'unico in grado di eseguire un intervento del genere, aveva avuto quello che noi definiamo un esito debolmente positivo, quello che in altri laboratori viene definito ‘indeterminato’. Era asintomatico. Ho dato il permesso di toglierlo dalla quarantena, avvisando le autorità. E anche se fosse stato positivo al 100 per cento avrei fatto altrettanto”, spiega il direttore sanitario. “L'équipe che ha operato con lui era consapevole. E la sala operatoria era quella appositamente realizzata per le malattie infettive. Il risultato finale è che abbiamo salvato la vita a una persona. Risultata, poi, anche negativa al Covid”, sono ancora le parole del dirigente, riprese da Repubblica.
 
A seguito dell'intervento anche il personale sanitario erano stati sottoposti a tampone e risultati negativi. Ma la vicenda era finita sotto i riflettori della Procura per la violazione dell'ordinanza di quarantena e, alla fine delle indagini, il Pm ha chiesto il decreto di condanna per medico, direttore sanitario e responsabile del 118.
 
Per l'avvocato dei tre una “richiesta sconcertante: un decreto penale di condanna penale per aver salvato una vita. Era un intervento di una complessità straordinaria che nessun altro era in grado di compiere ad Aosta, per una persona in pericolo di vita perché rischiava la rottura di un aneurisma, e secondo me queste persone bisognerebbe ringraziarle”. Per questo, annuncia il legale, “faremo opposizione al decreto penale e  andremo a processo” .

16 Ottobre 2020

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