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Campania. Asl Napoli 1 chiede restituzione indennità non dovute ai medici del 118. Si parla di cifre fino ai 100mila euro

di Ester Maragò

Sono già arrivate ai medici, da parte della Asl Napoli 1 le prime raccomandate con una comunicazione formale di sospensione della remunerazione aggiuntiva, accompagnata dall’avviso di un taglio del quinto dello stipendio per recuperare quell’indennità indebitamente corrisposta. Zuccarelli (Anaao): “Una dichiarazione di guerra che rischia di smantellare il servizio 118”

05 MAR - Non sono bastati turni massacranti durante la prima fase pandemica, le scarne possibilità di carriera e le inesistenti tutele di chi lavora in convenzione a mettere in ginocchio i medici del 118. Ora si sta abbattendo su chi lavora nel Servizio di emergenza territoriale a Napoli e in Campania una nuova spada di Damocle, questa volta amministrativa: dovranno restituire al Ssr quell’indennità oraria di 5 euro e 16 centesimi già percepita dal 1999 ad oggi. Una batosta che in soldoni, per alcuni, potrebbe arrivare fino a 100mila euro da restituire alle varie Asl regionali.
 
E non una semplice minaccia, perché il colpo è già in canna. Anzi per l’esattezza è già partito: sono infatti già arrivate dalla Asl Napoli 1 le prime raccomandate ai medici con una comunicazione formale di sospensione della remunerazione aggiuntiva, accompagnata dall’avviso di un taglio del quinto dello stipendio per recuperare quell’indennità indebitamente corrisposta.
 
Già nei giorni scorsi Bruno Zuccarelli, Vice Segretario Nazionale Anaao-Assomed aveva lanciato l’allarme sulla crisi medici del 118 in Campania. E ora non ha esitato a definire la richiesta del recupero delle indennità come una vera e propria dichiarazione di guerra da parte della Regioni verso i medici del 118. Una guerra che rischia di dare la spallata definitiva al sistema di emergenza urgenza.

 
“Mai come questa volta l’intersindacale della Dirigenza e della Convenzionata si sta muovendo compatta per raffreddare la situazione – ha detto oggi a Quotidiano Sanità – c’è stata anche un’audizione dal Prefetto, ma fin ora la Regione ha solo preso tempo e non ha fornito risposte esaustive. Le Asl hanno cominciato ad applicare le trattenute in busta paga. Questa è una dichiarazione di guerra bella e buona: si rischia così di smantellare il servizio del 118. Demedicalizzare le ambulanze porterà inevitabilmente a riversare, senza filtri a monte, tutte le prestazioni sui Pronto soccorso degli ospedali. Non dimentichiamo che i medici del 118 risolvono spesso tante emergenze senza la necessità di rivolgersi alle strutture ospedaliere”.
 
Insomma, un volta faccia inaccettabile considerando che  il Servizio del 118 nacque proprio grazie a quell’indennità offerta ai medici dell’ex guardia medica, allora 10mila lire, per transitare alla nuova funzione di emergenza sanitaria territoriale 118. Indennità necessaria a compensare maggiori disagi, stress lavorativi e rischi connessi. “Napoli e la Campania – ricorda Zuccarelli – aveva finalmente mezzi e uomini in strada, stazionamenti di ambulanze distribuite secondo un sistema topografico”. E persino una Centrale operativa capace di filtrare le telefonate assegnando un codice di priorità d’intervento.
 
Una soluzione oggi rinnegata anche perché, spiega Zuccarelli, gli accordi decentrati non l’hanno mai recepita. “Sarebbe dovuto partire un tavolo per recepire un’ulteriore integrazione necessaria ad assicurare il futuro del sistema di emergenza, ma ora è scattata l’emergenza arretrati. Ci sono colleghi – ha aggiunto Zuccarelli – che dovranno restituire fino a 100mila euro, una situazione delittuosa”.
 
Nei giorni scorsi Silvestro Scotti e  Zuccarelli avevano chiesto al presidente Vincenzo De Luca “di intervenire con decisione per risolvere questo problema, che deve essere risolto dalla politica. E sino a quando non si sarà definitivamente chiuso questo capitolo – avevano aggiunto – è necessario che venga istituto un tavolo di confronto permanente che possa garantire l’ascolto e la giusta considerazione delle istanze che arrivano da questi medici”.
 
Intanto le indennità “illegittime” sono finite nel mirino della procura: “È in corso una istruttoria – ha dichiarato il procuratore – sono venute alla luce notevole proteste da parte dei medici interessati come leggiamo sulla stampa, ma noi siamo tenuti a rispettare le norme”.

 
Ester Maragò

05 marzo 2021
© Riproduzione riservata


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