Asl TO4. Infermiere di Comunità, da oggi operativo il progetto nell’area Locana-Noasca-Ceresole Reale

Asl TO4. Infermiere di Comunità, da oggi operativo il progetto nell’area Locana-Noasca-Ceresole Reale

Asl TO4. Infermiere di Comunità, da oggi operativo il progetto nell’area Locana-Noasca-Ceresole Reale
Per il Dg Ardissone l’Infermiere di Comunità rappresenta “il 'viso' dell’Asl sul territorio”. Poi precisa: poiché si tratta di un servizio nuovo, “le attività di competenza dell’Infermiere di Comunità non sono ancora state definite. Volutamente. Al momento c’è un ‘foglio bianco’ che sarà scritto insieme alla comunità e a tutte le realtà del territorio”.

L’Asl TO4 presenta il progetto sperimentale di Infermiere di Comunità dell’area Locana-Noasca-Ceresole Reale, che sarà operativo da oggi, lunedì 29 maggio.

Il progetto è stato illustrato dal Direttore Generale dell’Azienda, Lorenzo Ardissone, con la collaborazione del Direttore Sanitario, Mario Traina, della Referente per il Percorso Continuità Assistenziale Ospedale-Territorio, Eleonora Aloi, della Referente per l’Organizzazione del Personale delle Professioni Sanitarie, Clara Occhiena, del Direttore del Distretto di Cuorgnè, Lavinia Mortoni, della Coordinatrice infermieristica dello stesso Distretto, Claudia Toso, e delle Infermiere che gestiranno il nuovo servizio, Laura Caravino e Patrizia Milazzotto.

Presenti gli Amministratori dei Comuni interessati, i Medici di Famiglia dell’area, il Presidente e il Direttore dell’ex Ospedale Vernetti, i Rappresentanti del Consorzio dei Servizi Sociali CISS 38, le Associazioni di Volontariato del territorio.

“Stiamo lavorando per realizzare il progetto regionale delle Case della Salute strutturali e contemporaneamente stiamo attivando Case della Salute diffuse sul territorio, perché è questo l’Infermiere di Comunità, per prestare servizi di base vicini ai luoghi di vita dei nostri cittadini”, ha detto il Dg Ardissone.

Il progetto di Infermiere di Comunità dell’area Locana-Noasca-Ceresole Reale, spiega la Asl TO4 in una nota, “è gestito dall’Asl TO4 in modo strutturale, con proprio personale infermieristico, senza finanziamenti specifici, ma attingendo al bilancio dell’Azienda. Un altro progetto sperimentale di Infermiere di Comunità, organizzato dall’Asl TO4 e gestito con la collaborazione del Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea, è già operativo dall’inizio dell’anno nell’area Torrazza-Verolengo- Rondissone. Altri progetti saranno concretizzati in autunno, uno a Ivrea e uno a Settimo Torinese”.

“Il nostro territorio – ha continuato il dottor Ardissone – ha potenzialità importanti, dai medici di famiglia agli ex Ipab come il Vernetti, all’Associazionismo, alle parrocchie. Un tessuto sociale che si muove volentieri e che si attiva per mettersi al servizio del prossimo per garantire la sostenibilità del servizio sanitario pubblico”.

Il “nuovo” Infermiere è colui che aiuta gli individui ad adattarsi alla malattia e alla disabilità cronica o nei momenti di stress. E’ il professionista che informa, che accompagna e che orienta le persone della comunità in condizioni di fragilità e/o di cronicità, operando in ambulatori infermieristici (nel progetto in questione due sono già stati individuati, uno presso l’ex Ospedale Vernetti di Locana e uno all’interno della struttura del Municipio di Ceresole Reale, coincidente con lo studio dei medici di famiglia; un terzo si sta valutando a Noasca), ma trascorrendo buona parte del suo tempo a lavorare al domicilio delle persone assistite. Non si sovrappone né si sostituisce, ma si integra con i professionisti che già rivestono importanti funzioni territoriali quali i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e gli operatori delle cure domiciliari dei distretti.

L’obiettivo è quello di mantenere e migliorare nel tempo l’equilibrio o lo stato di salute della comunità, aiutandola a evitare le minacce alla salute o ad adattarvisi. Sotto il profilo organizzativo il modello prevede che l’Infermiere di Comunità sia responsabile di una comunità, sviluppando il collegamento tra servizio sanitario pubblico, enti gestori delle funzioni socio assistenziali, enti locali, parrocchie, associazionismo, famiglie.

L’Infermiere di Comunità agisce sostanzialmente nelle seguenti aree: prevenzione primaria, cioè riduzione dei fattori di rischio di malattia attraverso l’educazione sanitaria, per esempio, su dieta, uso di alcol e tabacco, attività fisica, riduzione dei fattori di rischio per incidenti domestici; prevenzione secondaria, attraverso la promozione di test ed esami mirati a diagnosticare precocemente le malattie; prevenzione terziaria, concetto che racchiude tutti gli interventi utili a evitare le riacutizzazioni di malattie croniche; interventi di assistenza infermieristica diretta in caso di necessità, per esempio contestuali alla visita programmata in accordo con i medici di famiglia e con gli operatori dei servizi di cure domiciliari dei distretti.

“L’Infermiere di Comunità – ha sottolineato il dottor Ardissone – è il 'viso' dell’Asl sul territorio. E’ un professionista con competenze specifiche che deve saper creare una rete sul territorio al servizio della comunità, ma deve anche avere la capacità di sorridere e deve amare le relazioni interpersonali”.

Poiché si tratta di un servizio nuovo, nel progetto è stato strutturato un percorso affinché l’intero sistema dei servizi sul territorio si muova in modo coordinato e sinergico, ma, ha tenuto a precisare il dottor Ardissone, “le attività di competenza dell’Infermiere di Comunità non sono ancora state definite. Volutamente. Al momento c’è un 'foglio bianco' che sarà scritto insieme alla comunità e a tutte le realtà del territorio”.

29 Maggio 2017

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