Assistenza agli anziani. Meglio a casa, ma con tanta teconologia. Bilancio del progetto “Dreaming”

Assistenza agli anziani. Meglio a casa, ma con tanta teconologia. Bilancio del progetto “Dreaming”

Assistenza agli anziani. Meglio a casa, ma con tanta teconologia. Bilancio del progetto “Dreaming”
Si è conclusa la sperimentazione europea di protocolli di assistenza a distanza che, per l'Italia, ha coinvolto la città di Trieste. Grazie all’utilizzo della telemedicina si è registrato un netto miglioramento della qualità della vita di anziani e fragili all’interno delle loro abitazioni.

L'utilizzo a domicilio di nuove apparecchiature e tecnologie di facile uso per la telemedicina e il telecontrollo di parametri vitali (quali pressione arteriosa, glicemia, etc.) ma anche di situazioni ambientali (attraverso il posizionamento di sensori di fumo o gas) consente alle persone più anziane e fragili di rimanere più a lungo nella propria abitazione, con una migliore qualità di vita, e parallelamente di ridurre i ricoveri impropri in ospedale e quelli permanenti in casa di risposo. È questo il risultato  di 4 anni di sperimentazione condotta in sei diversi Paesi Europei (Italia, Germania, Danimarca, Svezia, Spagna, Estonia) nell'ambito del progetto sperimentale "Dreaming", finanziato dall’Ue, che ha coinvolto complessivamente 350 persone, di cui 60 a Trieste, unica sede italiana.

E proprio Trieste, città scelta grazie alla ventennale esperienza maturata nel campo della teleassistenza e del telecontrollo dalla locale Azienda per i servizi sanitari, grazie alla collaborazione con Tesan-Televita, attraverso le sue centrali operative, si è svolto ieri il convegno conclusivo del progetto, che ha visto la partecipazione nel salone di rappresentanza della Regione di tutti i diversi partner dell'iniziativa.

"Poter attingere a fondi comunitari per offrire maggiori servizi ai nostri cittadini è da considerare una virtuosità", ha affermato il presidente della Regione, Renzo Tondo, anche nella veste di assessore alla Salute, ricordando come il Friuli Venezia Giulia sia considerata una delle regioni italiane ove migliore è l'offerta sanitaria.

"Ciò nonostante – ha aggiunto Tondo – abbiamo il dovere di migliorare, di non sprecare nemmeno un euro". Da qui la volontà di rivedere l'assetto del sistema, per continuare a rendere sostenibili i servizi in un quadro di crescenti bisogni di salute, legati proprio all'invecchiamento della popolazione, oltre che all'impiego di tecnologie sempre più importanti e costose.

Come ha spiegato Paolo Da Col, responsabile del progetto per conto dell'Azienda sanitaria triestina, "le evidenze ottenute sono incoraggianti e ci stimolano a mettere a disposizione queste moderne tecnologie (il cui costo in questi quattro anni si è dimezzato) di sempre più anziani, per sostenerne la vita indipendente e la socializzazione”.
 
Il progetto è stato condotto secondo rigorosi criteri scientifici. Le persone coinvolte sono state suddivise in due gruppi: tutti nel periodo di osservazione hanno ricevuto cure personalizzate e di alta qualità, ma solo la metà di essi (gruppo di intervento) è stata dotata delle attrezzature che si volevano sperimentare, mentre l'altra metà ha fatto parte del gruppo di controllo. "I dati – ha indicato Da Col – dimostrano che le tecnologie hanno effetti assai positivi sul benessere generale.

Gli anziani soli possono rimanere di più a casa, in sicurezza, perché sono controllati facilmente a distanza. E dunque ricorrono di meno non solo all'ospedale, ma anche al medico di famiglia, al 118, al pronto soccorso. E allontanano la prospettiva della casa di risposo". Ma a beneficiarne, è stato rilevato, sono anche gli stessi operatori sanitari, con una crescita professionale al passo con l'evoluzione tecnologica.
 

15 Giugno 2012

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