Autismo. La Regione Piemonte potenzia la risposta e punta su diagnosi e trattamento precoce: la rete degli ambulatori diventa regionale

Autismo. La Regione Piemonte potenzia la risposta e punta su diagnosi e trattamento precoce: la rete degli ambulatori diventa regionale

Autismo. La Regione Piemonte potenzia la risposta e punta su diagnosi e trattamento precoce: la rete degli ambulatori diventa regionale
Impegnati 2 mln che saranno poi ripartiti a ciascuna azienda sanitaria: 1 mln e 800mila euro saranno destinati ai servizi sanitari territoriali e ospedalieri per l’età evolutiva, a sostegno delle attività a favore dei minori affetti da autismo mentre all’Asl TO 2 viene riconosciuta la somma di 200mila euro a sostegno dell’attività svolta a favore dell’avvio della rete regionale e a sussidio della presa in carico territoriale da parte dei Dipartimenti di salute mentale.

Sono circa 2600 i pazienti con diagnosi di autismo in cura presso i servizi di neuropsichiatria infantile. Il 10% riguarda la fascia 0-3 anni (dove è maggiore la probabilità di miglioramento se i pazienti vengono curati con continuità). La quota di pazienti presi in carico continuativo (oltre 10 prestazioni/anno) è abbastanza elevata (60% nella fascia 0-3 contro il 30% del totale) ma è ancora molto disomogenea tra le Asl (varia dall' 8% all'80%).

La Regione Piemonte interviene per potenziare la risposta sanitaria ed integrata a favore dei minori con disturbo dello spettro autistico, in particolare sulla fascia d’età 0-3 anni: lo fa con una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell'assessore alla Sanità che punta alla diagnosi e al trattamento precoce dell'autismo, secondo le raccomandazioni delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità.

Un trattamento precoce prevalentemente sanitario, ma che si integra sin dall’inizio con gli interventi educativi condotti dai genitori formati e supervisionati e con quelli degli eventuali educatori degli asili nido fino poi all'ingresso nella scuola dell’infanzia con le attività scolastiche e quelle educative socio sanitarie. Lo fa nella consapevolezza che la cronicità rappresenta per il sistema sanitario una sfida dove è impossibile giungere ad una vittoria definitiva, ma dove si può concretamente agire dando “qualità agli anni”, cioè ritardando l’insorgenza dei sintomi e controllandone l’evoluzione ritardando la medicalizzazione dei pazienti e nello stesso tempo ottenendo l'ottimizzazione delle risorse necessarie.

In Piemonte non si parte certo da zero. Già nel 2014 una delibera regionale aveva istituito- per quanto riguarda l’età evolutiva – in ogni azienda sanitaria uno o più nuclei di operatori formati per la presa in carico di minori con autismo (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, terapista neuropsicomotricità, educatore) secondo il principio dell’integrazione multiprofessionale, nuclei che possono avvalersi anche della competenza del centri Autismo e Sindrome di Asperger dell’Ospedale di Mondovì e di quello della Città della Salute di Torino del S. Anna, in collaborazione con l’Asl TO1 e le aziende ospedaliere di Alessandria e Novara.

Invece, per l’età adulta aveva individuato l’ambulatorio del Dipartimento di salute mentale dell’Asl TO2 quale Centro Pilota regionale, orientato a favorire la continuità terapeutica in pazienti già diagnosticati in età evolutiva dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile e fornire un supporto ai Centri di Salute Mentale che hanno in carico pazienti con disturbo dello spettro autistico, effettuando valutazione diagnostica dei pazienti per i quali non è stata ancora formulata una diagnosi.

Ora, per rafforzare e mettere a sistema l'esistente, la Regione ha deciso di intervenire impegnando sul fondo sanitario regionale del 2017 la somma di 2 milioni di euro che saranno poi ripartiti a ciascuna azienda sanitaria: nel dettaglio, 1 milione e 800mila euro saranno destinati ai servizi sanitari territoriali e ospedalieri per l’età evolutiva, a sostegno delle attività a favore dei minori affetti da autismo mentre all’Asl TO 2, presso cui ha sede il Centro Pilota per l’età adulta, viene riconosciuta la somma di 200mila euro a sostegno dell’attività svolta a favore dell’avvio della rete regionale e a sussidio della presa in carico territoriale da parte dei competenti Dipartimenti di salute mentale.
 

29 Novembre 2016

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