"L’Ordine dei medici di Parma è rammaricato e indignato. La situazione che si è configurata con i provvedimenti cautelari che vedono coinvolti medici del nostro nosocomio non può che rattristare chi rappresenta la categoria nella loro provincia", lo scrive in una nota l'Ordine dei Mecici di Parma in riferimento alle indagini dei Nas che hanno portato all'arresto di medici e imprenditori del settore farmaceutico pe rpresuta corruzione e riciclaggio.
"La situazione per quanto descritta è delicata, con indubbi risvolti di gravità. E’ bene sottolineare però a titolo di rassicurazione – sottolinea il presidente Pierantonio Muzzetto – che, per quanto ci è dato sapere, interessa un’esigua minoranza di medici. Ciò non toglie che, pur nel diritto della difesa fino a prova contraria, il nostro Ordine, in qualità di magistrato deontologico sta agendo in sintonia con le altre istituzioni deputate alla ricerca della verità, dalla magistratura inquirente e alle forze di polizia che indagano sul caso. L’amarezza delle notizie pervenute in questi giorni e che trovano eco in tutto il territorio nazionale non deve però oscurare la consapevolezza che in questa città sanitaria vi siano medici per bene che fanno quotidianamente il proprio dovere e assicurano una buona assistenza alla cittadinanza. Si ritiene che in questo momento serva fermezza, giustizia e un richiamo all’eticità dei comportamenti di tutti coloro che operano nella gestione della salute".
"Il Consiglio dei medici e odontoiatri di Parma – prosegue poi la nota – ha il compito di garantire il massimo rispetto delle regole professionali e deontologiche da parte di chiunque sia sotto la potestà dell’Ordine, in ambito pubblico, privato o universitario".
"Non vi sono zone franche. In questo momento l’Ordine è in prima linea – incalza Muzzetto – in attesa di essere messo al corrente da parte della magistratura di eventuali sviluppi e degli esiti. A quest’Ente interessa che la verità venga a galla e, laddove vi sia l’oggettività della colpa si procederà, in sintonia appunto con la magistratura ordinaria e autonomamente, all’applicazione di sanzioni, graduate in base alla pena comminata o anche deontologicamente più severe quando se ne ravvisi la necessità a tutela del cittadino".
"E proprio al cittadino – conclude la nota dell'Ordine dei Medici di Parma – un ultimo pensiero, rassicurando che quanto accaduto e denunciato in queste ore costituisce un episodio grave, su cui si farà luce, ma non diffuso e che nulla ha a che vedere con una quotidianità seria, trasparente e professionale. In quest’ottica si segnala come vi sia unità di intenti con le altre istituzioni sanitarie perché a prevalere sia la chiarezza e il bene comune".
Lorenzo Proia