Bolzano. Labbro leporino, prorogata al 2018 l’intesa con Salisburgo per curarlo

Bolzano. Labbro leporino, prorogata al 2018 l’intesa con Salisburgo per curarlo

Bolzano. Labbro leporino, prorogata al 2018 l’intesa con Salisburgo per curarlo
La convenzione è in vigore da oltre 10 anni. “Attualmente – spiega l’assessore Stocker - in Alto Adige non siamo in grado di fornire cure adeguate per questa malattia molto complessa, e quindi riteniamo positivo poterci affidare ad uno dei centri maggiormente specializzati”. L'INTESA

Sono 90 i pazienti altoatesini che soffrono della cosiddetta labiopalatoschisi, meglio nota come labbro leporino. Per la cura di questa malattia, la Provincia di Bolzano si appoggia da oltre 10 anni alla Clinica universitaria di Salisburgo, con la quale è in atto una specifica convenzione, che ieri è stata prorogata sino al 2018.

A darne notizia è una nota della Giunta provinciale, che spiega come la Clinica universitaria di Salisburgo “è considerata la struttura maggiormente all'avanguardia sul territorio austriaco per la ricerca, la diagnosi e la cura della labiopalatoschisi, patologia legata alla bocca, al naso e al palato: attualmente i pazienti trattati sono circa 370, 90 dei quali provenienti dall'Alto Adige, e sono 30 i casi considerati più gravi”.

"Attualmente – spiega nella nota l'assessore alla Salute Martha Stocker – in Alto Adige non siamo in grado di fornire cure adeguate per questa malattia molto complessa, e quindi riteniamo positivo poterci affidare ad uno dei centri maggiormente specializzati per quanto riguarda il labbro leporino. Le esperienze maturate in questi anni sono state molto positive, così come i giudizi espressi dai familiari dei pazienti interessati: Salisburgo offre non solo una grande competenza, ma anche il carico finanziario è tutto sommato sostenibile".

Per venire incontro alle esigenze dei bambini che soffrono di labiopalatoschisi e dei loro familiari, inoltre, è previsto inoltre l'invio due volte all'anno di specialisti che offriranno visite ambulatoriali presso l'Ospedale di Bolzano.

07 Ottobre 2015

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