Cadute ospedaliere. Letti sensorizzati e triage su livelli di rischio. Da Fondazione Santa Lucia e Fondazione Roma un nuovo programma di prevenzione

Cadute ospedaliere. Letti sensorizzati e triage su livelli di rischio. Da Fondazione Santa Lucia e Fondazione Roma un nuovo programma di prevenzione

Cadute ospedaliere. Letti sensorizzati e triage su livelli di rischio. Da Fondazione Santa Lucia e Fondazione Roma un nuovo programma di prevenzione
I pazienti ricoverati saranno sottoposti a un triage dei livelli di rischio e sensori implementati nei letti ospedalieri e negli ausili per il cammino segnaleranno in tempo reale situazioni sospette. Segnali di allarme e informazioni sulla localizzazione del paziente viaggeranno su dispositivi mobili in dotazione a medici e personale sanitario. In Europa 3,7 milioni di ricoveri all’anno e costi sociali stimati in 25 miliardi di euro.

La Fondazione Santa Lucia ha presentato oggi il progetto di prevenzione cadute, realizzato con il supporto della Fondazione Roma. I pazienti ricoverati saranno sottoposti a un triage dei livelli di rischio e sensori implementati nei letti ospedalieri e negli ausili per il cammino segnaleranno in tempo reale situazioni sospette. Segnali di allarme e informazioni sulla localizzazione del paziente viaggeranno su dispositivi mobili in dotazione a medici e personale sanitario.

I dati Ue sulle cadute e i costi sociali connessi indicano il forte bisogno di prevenzione su questo fronte in tutta Europa. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato a settembre dalla Rete Europea per la Prevenzione delle Cadute ProFound, un terzo della popolazione oltre i 65 anni ne è vittima e ben il 50 per cento dopo gli ottant’anni. Incidenti che si tradurrebbero in 3,7 milioni di ricoveri ospedalieri all’anno. Considerati i costi sociali che si aggiungono a quelli prettamente sanitari, le conseguenze economiche per gli Stati europei sarebbero complessivamente di 25 miliardi di euro all’anno.

Nel settore della riabilitazione la prevenzione delle cadute si muove in più su un crinale stretto. “Un percorso di riabilitazione deve puntare a rendere sempre più autonomo nei movimenti il paziente – spiega la dottoressa Roberta Annicchiarico, Responsabile del Programma Prevenzione Cadute della Fondazione Santa Lucia – dall’altra parte l’autonomia porta con sé il rischio che un movimento sbagliato provochi la caduta. Con questo investimento in tecnologie supportato dalla Fondazione Roma, puntiamo a prevenire il rischio senza rinunciare a concedere al paziente la libertà di movimento appropriata allo stadio di riabilitazione in cui ci trova”. 

Nel dettaglio il sistema di triage per la prevenzione delle cadute prevede quattro scale di colore. Bianco per pazienti non a rischio. All’estremo opposto il blu per pazienti con problemi fisici e cognitivi che mettono gravemente a rischio equilibrio e movimento. I colori saranno applicati a letti di degenza e ad ausili per il movimento, ma anche esposti sul braccialetto ospedaliero identificativo della persona. A ogni colore corrispondono regole di trattamento del paziente che dovranno essere rispettate da tutto il personale medico-sanitario e condivisi con i famigliari. Intanto nei laboratori di ricerca della Fondazione si lavora allo sviluppo di accelerometri indossabili che rispondano ai vincoli necessari per uso ospedaliero.

Il sistema di sensori, realizzato con il supporto della Fondazione Roma insieme a un nuovo sistema di allerta per emergenze su dispositivi mobili, monitora la presenza del paziente a letto o in carrozzina e i suoi movimenti con ausili, come il deambulatore e le stampelle. In caso sospetto, i sensori lanciano un allarme ai dispositivi di monitoraggio del personale ospedaliero, dando informazioni su dove si trova in quel momento il paziente.

“Il sistema di prevenzione cadute viaggerà su una rete informatica dell’emergenza potenziata – spiega Antonino Salvia, Direttore Sanitario della Fondazione Santa Lucia – Cresce da una parte l’età media dei pazienti e ci troviamo dall’altra a ricoverare in riabilitazione persone con quadri clinici molto più complessi e instabili che in passato. Da qui l’esigenza anche per il nostro ospedale di rafforzare ulteriormente il monitoraggio delle persone in cura”.
 
“Il nostro contributo al progetto si inquadra in un programma di investimenti in nuove tecnologie al servizio del paziente – ha spiegato il Direttore Generale della Fondazione Roma, Franco Parassassi – che ha destinato finanziamenti a strutture in grado di assicurarci interventi efficaci entro tempi stabiliti”.

21 Ottobre 2015

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