Campania. Cisl: “Non garantita assistenza adeguata”. E lancia campagna per segnalare sprechi ed inefficienze

Campania. Cisl: “Non garantita assistenza adeguata”. E lancia campagna per segnalare sprechi ed inefficienze

Campania. Cisl: “Non garantita assistenza adeguata”. E lancia campagna per segnalare sprechi ed inefficienze
Secondo il sindacato "l'’appropriatezza del livello delle prestazioni sanitarie risulta molto al di sotto della media nazionale". Allestiti gazebo all'esterno di Asl e ospedali per consentire ai cittadini di segnalare disservizi e sprechi e lanciate proposte per migliorare il Ssr.

“I cittadini della Campania e i lavoratori del settore hanno pagato di tasca propria e a caro prezzo il risanamento dei conti del sistema sanitario. Tagli lineari alle risorse e ai servizi, aumento del prelievo dalle tasche dei cittadini in termini di tassazione e ticket, blocco del turn over e riduzione del personale le soluzioni che con più facilità in questi anni sono state messe a punto da Governo e Regione”. E’ l’allarme lanciato dalla Cisl campana che, contestualmente, lancia la campagna ‘Sanità, così non va’, chiedendo ai cittadini di segnalare disservizi e sprechi presso i gazebo allestiti all’esterno di Asl e ospedali.

“Sono stati chiesti sacrifici a fronte dei quali il diritto a un’adeguata assistenza non è stata garantita – attacca il sindacato – come dimostrano i dati incrociati dalla Cisl sull’appropriatezza del livello delle prestazioni sanitarie in Campania, che risulta molto al di sotto della media nazionale per la maggior parte degli indicatori: dai posti letto all’assistenza territoriale, dalle liste d’attesa alla spesa per i ticket”.

Da un’analisi della Cisl, che ha incrociato i dati di diversi rapporti sull’appropriatezza del livello delle prestazioni sanitarie in Campania (Tavoli di verifica ministeriali per il Piano di rientro e la verifica dei Lea, rapporto Bankitalia, rapporto Osserva Salute 2013, Osservatorio civico sul federalismo in sanità – Rapporto 2013 Cittadinanzattiva) si evidenzia “come, nonostante l’obiettivo principale del nostro Servizio Sanitario Pubblico sia quello di garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale il diritto alla salute dei cittadini, il sistema e le istituzioni appaiano prevalentemente concentrati sul rigore dei conti e non altrettanto sulla garanzia e l’effettività dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza sul territorio”.

Il sindacato lancia quindi una serie di proposte affinché “dopo aver assicurato il rigore nei conti, si possa anche garantire un’assistenza equa, universale e solidale, degna di un Paese europeo”.

-Un’immediata rivisitazione dei ticket secondo criteri di progressività e di proporzionalità al reddito. Non sono accettabili forme che si configureranno come nuove tasse sulla salute, o peggio ancora, sulla malattia. Nessun passo indietro sui diritti acquisiti, come ad esempio esenzioni per malati cronici e/o rari;
-Un’immediata rivisitazione dei ticket secondo criteri di progressività e di proporzionalità al reddito. Non sono accettabili forme che si configureranno come nuove tasse sulla salute, o peggio ancora, sulla malattia. Nessun passo indietro sui diritti acquisiti, come ad esempio esenzioni per malati cronici e/o rari;
-Rivedere il sistema di valutazione delle performance delle Regioni, in particolare rispetto alla capacità di garantire l’effettività dei Lea. Occorre affiancare agli attuali indicatori economici e quantitativi, indicatori più sostanziali in grado di registrare le effettive dinamiche tra cittadini e Servizi Sanitari Regionali;
– Fine del commissariamento e immediata apertura di un Tavolo nazionale per attuare un riparto più equo del fondo sanitario nazionale, sbloccare concretamente il turn over e superare una gestione del personale basata sull’abuso dello straordinario e dei contratti precari, a fronte di una stabilizzazione progressiva dei lavoratori (conveniente anche sul piano economico);
– L’apertura immediata del confronto con ogni Azienda Sanitaria locale, per dare corso concretamente a quanto previsto dalla riforma (in particolare per quanto attiene ai provvedimenti assunti attraverso gli atti aziendali, ai modelli organizzativi e alle politiche del personale);
-La ricognizione delle piante organiche attuali per compararle a quelle previste dal piano, per verificare e distinguere le strutture che effettivamente servono al territorio da quelle strutture create per rispondere alle esigenze della politica;
-Il rispetto degli impegni presi in fase di accordo relativo al Piano di rientro a cominciare dalla garanzia dei livelli di assistenza, dalla distinzione tra strutture per l’emergenza e strutture specializzate, dalla deospedalizzazione, con progressivo spostamento dell’asse verso la prevenzione e l’assistenza fuori dalle strutture ospedaliere;
-La diffusione dello strumento delle convenzioni tra le Asl e le Università per l’utilizzo delle apparecchiature destinate agli esami diagnostici, attualmente troppo sbilanciato sul privato;
-Il superamento delle inefficienze e degli sprechi veri (già denunciati nel Dossier Sanità Cisl del 2012), la razionalizzazione degli appalti, la riduzione, previa verifica, delle strutture dipartimentali semplici e complesse in eccesso per garantire una reale uniformità del servizio sanitario su tutto il territorio regionale;
La razionalizzazione delle prestazioni in intramoenia, riconducendole a una maggiore trasparenza, “entro le mura” ospedaliere.

 

10 Luglio 2014

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