Campania. Obiettivo risparmio. Manager e operatori a scuola di Health technology assessment

Campania. Obiettivo risparmio. Manager e operatori a scuola di Health technology assessment

Campania. Obiettivo risparmio. Manager e operatori a scuola di Health technology assessment
Possibili minori spese per almeno il 10% rispetto ad oggi. Questa l'analisi dell’Università Federico II di Napoli che ha organizzato 4 incontri formativi sulle potenzialità e l'utilizzazione dei moderni strumenti di valutazione e ottimizzazione dei servizi sanitari.

L’Health Technology Assessment (Hta), è quello strumento di valutazione per l'efficacia clinica, l'affidabilità, la sicurezza, i rapporti costo-efficacia, gli aspetti giuridici, e l'appropriatezza delle tecnologie sanitarie. Ma al di là delle parole, quello che più interessa è l'effetto finale: secondo alcune stime, infatti, l'applicazione di questo sistema porterebbe a un risparmio per le casse della Regione Campania addirittura del 10%. È questo l'argomento di quattro appuntamenti gratuiti che, a partire da oggi, sono stati organizzati dall'Università Federico II di Napoli per formare i direttori generali, sanitari e amministrativi delle Asl. I prossimi appuntamenti saranno il 26 settembre ed il 3 e 10 ottobre.

L'Hta, già molto diffuso in Europa e nel nord Italia, non è altro che un mix di strumenti e competenze con lo scopo di valutare la sanità pubblica. Obiettivo principale aggredire gli sprechi ottimizzando le risorse e la qualità dell'offerta.  Ed è con questo obiettivo che è nata l’idea di questi incontri rivolti soprattutto a chi in futuro dovrà prendere decisioni di politica sanitaria, dal finanziamento di nuove tecnologie, alla diffusione di modelli di governance.

"Noi crediamo molto in questo tipo di approccio moderno e funzionale – ha detto l'ordinario di Igiene della Federico II nonché responsabile del corso, Maria Triassi – è già applicato con successo in molti Paesi del Nord Europa".
Con l'Hta si studiano le conseguenze che derivano dall'utilizzo di apparecchiature biomedicali, dispositivi medici e farmaci, ma anche dalle scelte di determinate procedure cliniche e di percorsi assistenziali e organizzativi. E ancora, si studiano i modelli organizzativi, i programmi di prevenzione e di promozione della salute, l'efficacia, la sicurezza e i costi di gestione. Un modo per studiare anche eventuali, ma necessari mutamenti strutturali e nell'organizzazione del lavoro in base alla produttività, ai costi e all'efficacia.

"Per noi in Lombardia – ha detto Emanuele Lettieri, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano – è diventato uno strumento irrinunciabile per ottimizzare la spesa e liberare risorse per l'innovazione". "Anche in Campania – ha concluso il segretario dell'Ordine dei Medici di Napoli, Mario Delfino – abbiamo accolto con entusiasmo l'idea che ci si affidasse a valutazioni economiche basate su principi e metodologie scientifiche".
 

14 Giugno 2012

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