Campania. Specializzazioni mediche. La Fimmg accusa: “Medicina generale ignorata”

Campania. Specializzazioni mediche. La Fimmg accusa: “Medicina generale ignorata”

Campania. Specializzazioni mediche. La Fimmg accusa: “Medicina generale ignorata”
Il sindacato dei medici di famiglia si scaglia contro la Regione che nello stanziare 10 mln per attivare 100 borse di studio in soprannumero non ha destinato nessun fondo ai corsi di formazione in medicina generale.

Un budget di 10 milioni di euro di fondi Por del Fse, per attivare 100 borse di studio per altrettanti ingressi in soprannumero nelle scuole di specializzazione presso le università regionali ma nemmeno un euro di questi fondi destinato ai corsi di formazione in medicina generale. Mentre la Regione Campania pubblica i primi bandi del pacchetto da 50milioni di euro destinati ai giovani laureati della Campania (che prevede anche 30 milioni per i dottorati di ricerca, 8 mln per gli assegni di ricerca; 2 mln di euro, sotto forma di voucher, per i master di secondo livello con un contributo per le spese di iscrizione fino a 20mila euro e ulteriori 2 milioni di euro da mettere ancora a bando), la Fimmg scende sul sentiero di guerra denunciando il fatto che la medicina generale “è stata completamente ignorata dalla Regione sebbene sia il settore dell’assistenza che registra il maggior incremento di richieste occupazionali nel medio e lungo termine nell’ambito della riorganizzazione delle cure per cronici e lungodegenti”.
 
A parlare è Salvatore Caiazza coordinatore regionale della Fimmg settore formazione che in una infuocata lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Regione Stefano Caldoro e al settore Formazione dell’ assessorato regionale alla Sanità denuncia anche un’altra anomalia. Ossia l’ammissione al corso di formazione in medicina generale, in sovrannumero rispetto al budget garantito al settore, di ben 60 camici bianchi che seguono – quando e se possono – i corsi senza borsa di studio e senza alcuna regolamentazione delle incompatibilità con altre attività professionali.
 
Il risultato? “La completa demotivazione – secondo Caiazza – di chi invece segue i corsi a tempo pieno e l’assenteismo pressoché totale dei medici entrati in soprannumero che, ovviamente sono concentrati nel lavoro in studio o nella rete del 118 dopo aver seguito il corso professionalizzante”.
Tutto nasce da una sentenza del Tar, (prot. N. 20130373187 del 27 maggio del 2013) che ha ammesso tre medici ricorrenti inizialmente esclusi dal corso di formazione specialistico per la medicina generale in Campania.
 
“Da quella sentenza – aggiunge la Fimmg –  che dovrebbe avere validità nominale, si sono spalancate le porte per l’accesso al corso per altri 60 colleghi a semplice domanda protocollata agli uffici regionali, con la rinuncia alla borsa di studio ma anche alla incompatibilità che vincola all’esclusività i vincitori di concorsi. Un fatto che trascura gli indirizzi in merito, di tenore opposto, espressi in sede di Conferenza Stato-Regioni. Come sindacato riteniamo che tale atteggiamento della Regione tolga utilità e specificità al corso di formazione per la medicina generale e svilisca la dignità dei colleghi. Chi accede al corso di formazione percepisce un rimborso di 850 euro (la metà rispetto alle altre specializzazioni mediche) ma è vincolato per tutta la durata a  non seguire altre attività lavorative fino al conseguimento del titolo”.
 
“Chiediamo dunque l’immediata rettifica del provvedimento che ha consentito l’accesso al corso in soprannumero proprio per ridare dignità a questo percorso professionalizzante che così come configurato ora presta il fianco ad un utilizzo politico e potenzialmente clientelare dell’accesso “.  

26 Marzo 2014

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