Cancro al seno. Al Policlinico di Milano l’iniziativa anti ansia “gomitolo rosa”

Cancro al seno. Al Policlinico di Milano l’iniziativa anti ansia “gomitolo rosa”

Cancro al seno. Al Policlinico di Milano l’iniziativa anti ansia “gomitolo rosa”
L’idea lanciata dall’associazione omonima che opera da tempo nella Radiologia senologica dell’ospedale milanese. La produzione del lavoro a maglia delle pazienti, in attesa di conoscere l’esito dei loro esami, è stata poi assemblata dalle volontarie dell’associazione in piccole coperte rosa per neonati, simboli di una continuità tra la malattia e la vita

Un gomitolo e dei ferri da maglia, per battere l’ansia durante l’attesa per una mammografia o una biopsia al seno. E’ l’iniziativa dell’Associazione Gomitolo Rosa, che da tempo opera negli ambienti della Radiologia Senologica del Policlinico di Milano.
 
L’associazione, in particolare, aveva avviato una raccolta fondi grazie ad un concerto benefico organizzato lo scorso dicembre a Mortara dall’Associazione Civico17. Il ricavato è stato oggi donato all’ospedale: “Gomitolo Rosa – spiegano i suoi responsabili – promuove la raccolta di fondi con gomitoli di lana italiana che verrebbe altrimenti bruciata e che invece serve a varie associazioni per l’autofinanziamento, al fine di supportare attività legate al problema oncologico ed in particolare il tumore mammario”.
 
Con questa lana viene promossa in ospedale l’attività di ‘knitting’, “per ridurre l’ansia nell’attesa della diagnosi: la produzione del lavoro a maglia delle pazienti è stata poi assemblata dalle volontarie dell’associazione in piccole coperte rosa per neonati, simboli di una continuità tra la malattia e la vita”. Queste copertine sono poi state consegnate al Centro Aiuto per la Vita ospitato nella Clinica Mangiagalli del Policlinico.
 
Da poche settimane proprio al Policlinico di Milano è operativa anche una nuova tecnologia per le mammografie che permette uno studio più approfondito dei tessuti mammari. Si chiama tomosintesi, ed è una speciale mammografia in 3 dimensioni che scompone su più ‘piani’ le immagini per la diagnosi, permettendone una migliore definizione. “I dati riportati in letteratura – dicono gli esperti – confermano per lo studio con tomosintesi da un lato aumenta del 30% la sensibilità nell’identificare le lesioni, e  dall’altro porta ad una significativa riduzione delle biopsie ‘inopportune’ “.
 
Questa apparecchiatura permette inoltre ai medici di eseguire approfondimenti altamente mirati, sia con esami in 2D che in 3D. “In attesa di validazione nei programmi di screening su protocolli europei – concludono gli specialisti della Radiologia Senologica – questa apparecchiatura è ad oggi utilizzata negli approfondimenti di secondo livello dello screening mammografico, negli studi delle paziente operate e nella stadiazione pre-operatoria nei casi positivi per un tumore”.

13 Febbraio 2015

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