Canitano (Potere al popolo). “Sanità: i soldi pubblici vanno a privati”

Canitano (Potere al popolo). “Sanità: i soldi pubblici vanno a privati”

Canitano (Potere al popolo). “Sanità: i soldi pubblici vanno a privati”
Ieri la candidata alla presidenza della Regione Lazio ha visitato le strutture sanitarie della provincia di Latina. “Dal 2000 a oggi chiusi 7 ospedali: oggi metà della rete ospedaliera provinciale è gestita da privati. Nel pubblico mancano un quinto dei posti letto per rispettare gli standard ministeriali”.

“Viaggiando nel disastrato sistema sanitario laziale emerge che la sanità pubblica è stata soffocata e depauperata oltre quanto richiedeva il bilancio: i soldi pubblici vanno a privati e convenzionati e i cittadini, se possono, devono (ri)pagare per accedere ad un diritto costituzionale universale”.

È quanto ha affermato la candidata di Potere al popolo alla presidenza della Regione Lazio Elisabetta Canitano che ieri ha visitato ieri il Ppi di Cori (LT) e l’Ospedale Goretti di Latina prima di prendere parte a conferenza presso il Comune di Cisterna di Latina dove sono stati illustrati i dati sulla sanità pontina.

I numeri, illustrati da Franco Brugnola, un passato nelle istituzioni sanitarie nazionali e del Lazio (tra gli ultimi ruoli quello di direttore amministrativo della ASL Latina) mostrano che dal 2000 in poi, in provincia di Latina si è assistito a un progressivo arretramento del servizio sanitario nazionale.

La chiusura di numerosi ospedali (a Cori, Latina, Sezze, Priverno, Gaeta, Formia, Minturno) ha fatto sì che la metà della rete ospedaliera provinciale (case di cura e riabilitazione) sia gestita oggi da privati (+7%), ha illustrato Brugnola. Ai complessivi 1.630 posti letto (2.643 nel 2000) ne mancano ancora 500 per rispettare lo standard di quantità ministeriale (3,7 p.l. x 1000 ab.). A ciò si aggiunge il mancato potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale.

Ancora, i presidi di prossimità e di emergenza-urgenza funzionano con personale ridotto, quasi il 10% in meno (da 3.765 a 3.426 unità), di cui 654 precari.

La spesa sanitaria pubblica destinata dalle Asl pontine ai 42 privati accreditati per prestazioni specialistiche ambulatoriali, supera i 50 milioni di euro l’anno.
E infine, delle 5 case della salute previste ne è stata inaugurata soltanto una (a Sezze); mentre i 6 punti di primo intervento rischiano di essere trasformati in postazioni del 118 medicalizzate.

“Bisogna invertire la tendenza alla privatizzazione del sistema sanitario e alla mercificazione della salute”, ha detto Canitano. “Ripristinando la gestione pubblica della sanità per garantire al cittadino il diritto universale alle cure".
 

21 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

Sardegna. Stretta sui gettonisti, dal 1 luglio stop ai contratti dei medici di PS
Sardegna. Stretta sui gettonisti, dal 1 luglio stop ai contratti dei medici di PS

La Sardegna di fronte alla sfida dei gettonisti. Una questione più che mai rilevante per l’Isola, se si considera che, secondo i dati dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, su oltre 1 miliardo...

Nasce a Roma il nuovo Centro Sant’Anna per la salute della donna
Nasce a Roma il nuovo Centro Sant’Anna per la salute della donna

Inaugurato ieri mattina a Roma, in via Garigliano 55, il nuovo Centro Sant’Anna, un presidio specialistico pubblico di secondo livello della ASL Roma 1 interamente dedicato alla salute della donna...

Ragazzo con autismo solo sul treno, coetanei danno fuoco ai suoi vestiti. Angsa: “Non minimizzare. L’autonomia è una conquista della collettività”
Ragazzo con autismo solo sul treno, coetanei danno fuoco ai suoi vestiti. Angsa: “Non minimizzare. L’autonomia è una conquista della collettività”

“Non minimizzare. L’autonomia delle persone con autismo e disabilità è una conquista collettiva. Non può essere messa a rischio dalla violenza o dalla superficialità”. Così l’Angsa Aps Ets interviene sul...

Caldo, ambulatori Asl Roma senza climatizzazione. Magi (Omceo): “Non è accettabile nel 2026”
Caldo, ambulatori Asl Roma senza climatizzazione. Magi (Omceo): “Non è accettabile nel 2026”

In un periodo in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a uno sforzo straordinario per cercare di ridurre le liste d’attesa e assicurare la continuità dell’assistenza, emerge una criticità...