Cardarelli. Cgil, Cisl e Uil: “Problema barelle tutt’altro che risolto. Ecco la nostra ricetta”

Cardarelli. Cgil, Cisl e Uil: “Problema barelle tutt’altro che risolto. Ecco la nostra ricetta”

Cardarelli. Cgil, Cisl e Uil: “Problema barelle tutt’altro che risolto. Ecco la nostra ricetta”
Adeguata ricezione dei pazienti nei reparti di degenza; dimissione 7 giorni su 7; ricovero diretto nei reparti specialistici; presa in carico diretta dei pazienti ambulatoriali senza accesso dal PS; abolizione delle guardie “padiglionali”; attenta regolamentazione dei trasferimenti interni; abolizione dell’autoconvenzionamento; governo dell’attività in libera professione; efficace servizio di trasporto dei pazienti; attento coordinamento da parte di una figura professionale. Queste le proposte delle segreterie aziendali e regionali dei sindacati confederali.

“Stupisce”, per le segreterie regionali e aziendali della Cgil, Cigl e Uil del Cardarelli, la narrazione che l’amministrazione aziendale fa della realtà di queste ultime ore. “L’annoso problema delle barelle sembra in questa narrazione finalmente risolto. Ma le 80 presenze quotidiane in OBI e le difficoltà degli altri reparti del DEA sono chiaramente in contrasto con tale lettura”.

I sindacati confederali aziendali e regionali denunciano, infatti, “un notevole aumento dei pazienti ricoverati in barella nei reparti afferenti al DEA e, in particolare, in OBI”. Questo nonostante “la direzione generale con nota del 10.01.2017, avente ad oggetto misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza, aveva creato le premesse per un rinnovamento efficace e sostanziale delle attività di assistenza dell’ospedale come più volte richiesto da queste organizzazioni sindacali”. Perché nei fatti, “a fronte delle buone intenzioni, il provvedimento è rimasto sostanzialmente inapplicato laddove si nega nella prassi ciò che si afferma, si scrive e si sottoscrive nel documento”.

Per le segreterie regionali e aziendali della Cgil, Cigl e Uil “il DEA non può essere una nave in mezzo al mare e l’ospedale non può girare a diversa velocità. Occorre che finalmente si abbia il coraggio di affrontare con decisione, facendo seguire i fatti agli accordi, le tante inerzie e i nodi strutturali che si trascinano irrisolti da anni”.

I sindacati presentano, dunque, la loro ricetta, convinti che “le soluzioni organizzative ‘interne’ esistano”.

1.    Adeguata ricezione giornaliera dei pazienti nei reparti di degenza che passi attraverso un controllo dei tempi di degenza;

2.    Dimissione dei pazienti 7 giorni su 7;

3.    Ricovero diretto nei reparti specialistici;

4.    Presa in carico diretta dei pazienti ambulatoriali senza accesso dal PS;

5.    Abolizione delle guardie “padiglionali” “che riducono i livelli di assistenza e non assicurano efficacia alle attività di reparto”;

6.    Attenta regolamentazione dei trasferimenti interni dai reparti al DEA “con un adeguato protocollo per evitare spreco di risorse”;

7.    Abolizione dell’ autoconvenzionamento (c.d. prestazioni aggiuntive) “che è un male in radice e fonte di altri guasti;”

8.    Governo del corretto equilibrio tra volumi di attività istituzionali e volumi di attività svolta in libera professione;

9.    Efficace servizio di trasporto dei pazienti “che in un ospedale a padiglioni come il Cardarelli riveste un ruolo di rilievo”;

10.    Attento coordinamento da parte di una figura professionale che vigili su quanto proposto e garantisca la sua attuazione.

“In sostanza – affermano i sindacati – si tratta di garantire due diritti costituzionali che non possono che viaggiare insieme: il diritto alla salute ed a cure dignitose di chi si affida alla nostra struttura; il diritto ad un lavoro dignitoso per gli operatori che già si prodigano in ogni modo in situazioni veramente difficili e che sopportano un carico di lavoro che configura una disparità insostenibile con il resto dell’ospedale”.

“Ci sforziamo di essere ogni giorno dalla parte dei pazienti e dei diritti – concludono i segretari regionali e aziendali – e non chiediamo altro che di confrontarci su questo terreno con chiunque sia di buona volontà e voglia affrontare e risolvere i problemi : non vorremmo restare da soli”.

15 Febbraio 2017

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