Caserta. Assenteismo all’ospedale: due dipendenti licenziate

Caserta. Assenteismo all’ospedale: due dipendenti licenziate

Caserta. Assenteismo all’ospedale: due dipendenti licenziate
La massima sanzione prevista dal contratto di lavoro è stata applicata “a tutela del buon nome dell’Ente” nei confronti di un medico, dirigente di Radiologa e di un’infermiera. Per entrambe il provvedimento è scattato per motivi di assenteismo. 

Pugno duro dell’Azienda ospedaliera di Caserta “Sant’Anna e San Sebastiano”, diretta dal manager Mario Nicola Vittorio Ferrante contro due dipendenti accusate di assenteismo e per questo licenziate in tronco. La massima sanzione prevista dal contratto di lavoro è stata applicata “a tutela del buon nome dell’Ente” nei confronti di un medico, dirigente di Radiologa e di un’infermiera. Per entrambe il provvedimento è scattato per motivi di assenteismo.
 
L’Udp, ossia l’Ufficio procedimenti disciplinari, ha seguito il procedimento in tutti i suoi passaggi, dall’istruttoria all’accertamento dei fatti, alla contestazione dell’operato, all’attivazione della procedura del contraddittorio. Portato a compimento ogni singolo passaggio e valutato che i comportamenti sanzionabili disciplinarmente erano stati reiterati nel tempo, l’organismo ha ritenuto di dover comminare la massima sanzione disciplinare prevista, ovvero il licenziamento senza preavviso. Il provvedimento conclusivo è stato adottato dall’Azienda con deliberato della Direzione strategica.

“Per il rispetto della legalità è mia intenzione continuare ad adottare provvedimenti di rigore e severe misure per i dipendenti che si rendono responsabili di comportamenti contrari ai doveri di ufficio – ha detto il direttore generale Ferrante – la lesione all’immagine dell’Azienda e la tutela della salute dei cittadini sono beni prioritari da difendere ad ogni costo e, pertanto, allontanando quei soggetti che sulla sanità speculano per un tornaconto personale si garantisce credibilità e affidabilità all’intero mondo sanitario”.

L’ultimo provvedimento, analogo nella conclusione ma causato da altri motivi ancor più gravi, risale allo scorso novembre quando a seguito di un’indagine avviata dal Nucleo ispettivo dell’Asl Napoli 1 Centro – sollecitata dal Direttore generale Mario Forlenza – dispose il licenziamento senza preavviso a carico di un medico in servizio al presidio sanitario intermedio di Napoli est al termine di un procedimento disciplinare avente ad oggetto 18 refertazioni mediche per pazienti, tutti coinvolti in incidenti stradali, rilasciate dal medico nel corso di un solo turno di servizio (dello scorso 30 giugno), svolto in regime di straordinario presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo. Un medico già in servizio presso l’ospedale S.M. di Loreto Nuovo, da dove era stato trasferito perché coinvolto in analoghi episodi per i quali la Procura della Repubblica di Nola ha disposto il rinvio a giudizio per falsi referti. L’accertamento sul budge del dipendente aveva inoltre evidenziato orari irregolari e incongrui e assenze ingiustificate dal servizio tali da “determinare un’irrimediabile lesione del vincolo fiduciario”. Da qui il licenziamento senza preavviso.

Risale infine al settembre scorso una multa applicata sullo stipendio di un medico iperprescrittore, sempre a Napoli 1, dove risultavano uscire dallo studio di un medici di famiglia notule tutte uguali, manipolate e falsificate. Decurtato pertanto del 20% per cinque mesi (in totale circa 5 mila euro) lo stipendio di un medico convenzionato di Medicina generale (distretto di Fuorigrotta). Ricette in quel caso più volte ripetute per Risonanze magnetiche, Tac e altre indagini di diagnostica per immagini ad alto costo per un ammontare complessivo (nel primo semestre del 2016) di oltre 150 mila euro.
 
Un flusso che aveva allertato i sistemi di controllo informatizzati. In quel caso le indagini diagnostiche, alle verifiche interne compiute a partire dall’inizio de 2017, sarebbero state effettuate dai pazienti sempre nello stesso centro sanitario accreditato ubicato nella zona di Chiaia. Il medico, convocato dal collegio arbitrale della Asl, non riconobbe come proprie alcune firme apposte sulle ricette e si giustificò con l’esistenza di un furto precedente di alcuni ricettari regolarmente denunciata ai carabinieri di Bagnoli. Una versione che tuttavia non è riuscita ad evitare, al camice bianco, la sanzione inflittagli anche per la mancata vigilanza sulle ricette. 


 


E.M.

02 Gennaio 2018

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