Catania. Fismu denuncia: “Cup in tilt, disagi per cittadini e medici”

Catania. Fismu denuncia: “Cup in tilt, disagi per cittadini e medici”

Catania. Fismu denuncia: “Cup in tilt, disagi per cittadini e medici”
La maggiore criticità rilevata riguarda il sovrapporsi delle prenotazioni fatte dal vecchio CUP (per le branche che hanno liste d’attesa lunghe) con quelle fatte dal nuovo CUP. C”on il risultato che si hanno liste di prenotazioni giornaliere ‘bibliche’” e “nessun rispetto dell’orario di lavoro degli Specialisti”. Chiesti interventi urgenti.

Il coordinatore provinciale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti (FISMU), Cosimo Trovato, scrive al direttore generale dell’Asp di Catania, Maurizio Lanza, chiedendo “un urgente intervento per i gravi disservizi per i cittadini (e per i medici) creati dal nuovo Cup".
 
Il sindacalista, nella missiva, elenca le principali criticità del sistema: “Non vengono rispettati i tempari previsti per l’ espletamento delle prestazioni cliniche e diagnostiche, già fatti pervenire al CUP da tutti distretti dell’ ASP. Si accavallano le prenotazioni fatte dal vecchio CUP (per le branche che hanno liste d’attesa lunghe) con quelle fatte dal nuovo CUP. Con il risultato che si hanno liste di prenotazioni giornaliere ‘bibliche’, con grave nocumento per i pazienti e i professionisti che devono effettuare le prestazioni”.

“Le prenotazioni – continua – non rispettano l’orario di lavoro degli Specialisti: infatti vengono prenotate poche visite durante il periodo di maggior numero di ore in servizio, sovraccaricando il periodo con minor numero di ore. Come contraltare succede, invece, che alcune branche, che fino a dicembre 2019 lavoravano a pieno regime, da gennaio 2020 (da quando si è insediato il nuovo CUP) hanno registrato un notevole decremento dell’attività clinica e diagnostica”.

Trovato chiede, quindi, a Lanza che “si riporti a regime l’attività clinica e diagnostica che l’Azienda eroga ai tutti i pazienti dell’ASP3-Catania, per evitare , come già evidenziato precedentemente, il gravissimo disservizio arrecato all’utenza e per porre fine al disagio che vivono anche i medici”.

11 Febbraio 2020

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