Chiodi (Abruzzo). “Noi la spending review l’applichiamo da tre anni!”

Chiodi (Abruzzo). “Noi la spending review l’applichiamo da tre anni!”

Chiodi (Abruzzo). “Noi la spending review l’applichiamo da tre anni!”
In Abruzzo “esportiamo le nostre buone pratiche in termini di risanamento al sistema Paese”, ma il Governo Monti sta vanificando “tutti gli sforzi finanziari della Regione Abruzzo”. Indice puntato anche contro i decreto per i pagamenti della PA: "Ingiustamente penalizzato chi sta in Piano di rientro".

La “spending review” ? “Sono tre anni che la Regione Abruzzo la sta applicando ed ora il Governo nazionale vorrebbe inviarci un Commissario per spiegarci come si fa' a razionalizzare la spesa pubblica. E' una situazione inaccettabile! Semmai dovrebbe essere l'inverso” , lo ha detto il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in una conferenza stampa.

In Abruzzo “esportiamo le nostre buone pratiche in termini di risanamento al sistema Paese”, ma il Governo Monti, secondo Chiodi, sta vanificando “tutti gli sforzi finanziari della Regione Abruzzo”, “tagliandola fuori” dai benefici dei provvedimenti legislativi per il rilancio dell'economia, tuttora in discussione. Il Governatore ha altresì espresso tutto il suo disappunto in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Mario Monti, anche in veste di ministro dell'Economia e della Finanze, al sottosegretario, Antonio Catricalà, al ministro della Salute, Renato Balduzzi (affinché confermi la bontà dei conti della Regione Abruzzo nel settore sanitario), al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
 
Chiodi punta poi l’indice contro il Decreto per agevolare i il pagamento dei crediti vantati dalle imprese verso la pubblica amministrazione, agevolazioni dalle quali risulterebbero escluse le Eegioni in piano di rientro. “Le Regioni incluse nei cosiddetti Piani di rientro in materia sanitaria sono ingiustamente penalizzate dalle norme in discussione per la riduzione della spesa pubblica e per il rilancio dell'economia”.
Chiodi fà riferimento al decreto 52 del 7 maggio 2012, in fase di conversione in legge, che contiene disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa pubblica, ed ai decreti ministeriali per la certificazione dei crediti delle pubbliche amministrazioni e per l'attuazione dell'art. 20 del dl 6/7/2011, come convertito in legge 111/2011, in materia di patto di stabilità. Il Presidente dell’Abruzzo sottolinea che la Regione “pur essendo ancora formalmente in Piano di rientro, di fatto ha già conseguito tutte le condizioni per uscirne; negli anni 2010 e 2011 ha ottenuto significativi avanzi economici prima della copertura; nel 2011 l'avanzo è pari a circa 60 milioni di euro”.
 
Per Chiodi, la penalizzazione si sostanzia nel fatto che “all'interno della predetta categoria, non viene operata alcuna distinzione in relazione ai risultati raggiunti e non viene considerata l'ipotesi che altre Regioni, pur non essendo incluse in detti Piani, presentano dati tali di natura finanziaria ben peggiori di quelle che agli stessi Piani sono già sottoposte”. E conferma che, anche grazie ad un'oculata gestione dei conti della sanità, la Regione Abruzzo e' stata in grado di ridurre il debito complessivo del 14 per cento (circa 800 milioni di euro). Ritiene Chiodi, poi, che la spending review, esplicitata attraverso l'invio di un Commissario in quelle amministrazioni regionali sottoposte a Piano di rientro sanitario, sia da rivedere, sulla base anche di quanto emerso in sede di Conferenza delle Regioni. Norma anticostituzionale ma, soprattutto, “politicamente scorretta” perché “sottoporrebbe gli abruzzesi a possibili, ulteriori, sacrifici che metterebbero in serio pericolo le necessarie capacità di ripresa del sistema economico regionale”. Simili considerazioni per il Patto di stabilità, nell'eventualità la Regione Abruzzo venisse considerata “Ente non virtuoso” solo ed esclusivamente per essere sottoposta al Piano di rientro sanitario.
 
“Parimenti grave e penalizzante – fa notare il presidente Chiodi ai destinatari l'articolata missiva – sarebbe se l'ipotesi ventilata di escludere, per le medesime ragioni, la Regione Abruzzo tra gli enti che non hanno l'obbligo di certificazione dei crediti vantati dalle imprese, venisse recepita nell'emendando decreto ministeriale''. In relazione a quanto esposto, il Governatore dell'Abruzzo, chiede, a ciascuno per la propria competenza, di “fare quanto possibile per superare l'acritica individuazione della categoria delle 'regioni sottoposte a Piani di rientro dal disavanzo sanitario', operando una verosimile distinzione basata sulla effettiva permanenza 'nel disavanzo sanitario’”.
 
da: Regioni.it

28 Maggio 2012

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