Chiusura punto nascita di Spoleto. Regione Umbria: “Fatto il possibile, ma la decisione spetta al ministero”

Chiusura punto nascita di Spoleto. Regione Umbria: “Fatto il possibile, ma la decisione spetta al ministero”

Chiusura punto nascita di Spoleto. Regione Umbria: “Fatto il possibile, ma la decisione spetta al ministero”
Nel 2020 la Regione ha dovuto chiedere la deroga alla chiusura del punto nascita, a seguito di un numero inferiore ai 500 parti/anno registrato l’anno precedente e confermato negli anni successivi (313 nel 2021). Dopo la proroga di 1 anno, con scadenza dicembre 2021, nella riunione del 10 maggio 2022 il Comitato percorso nascita si è espresso all’unanimità per la definitiva disattivazione del Punto nascita.

Il punto nascita di Spoleto chiuderà. Così ha deciso il Comitato nazionale percorso nascita deputato a verificare la presenza dei requisiti di sicurezza previsti delle strutture in cui avvengono le nascite. La Regione interviene sul destino del punto nascita attraverso una nota in cui spiega di avere fatto il possibile per evitare la chiusura, ma le nascite sono scese da anni sotto la soglie di 500 all’anno e la decisione, del resto, è competenza del ministero.

“La Regione Umbria sul Punto nascita di Spoleto ha portato avanti tutte le possibili iniziative volte a mantenere attivo il servizio”, spiega la Regione ricordando che “il Ministero della Salute riceve regolarmente, ogni anno, dalla Direzione regionale Salute e Welfare i flussi informativi relativi ai punti nascita regionali dai quali ricava le informazioni necessarie per le proprie valutazioni”. Nel 2020 la Regione ha dovuto chiedere la deroga alla chiusura del punto nascita, a seguito di un numero inferiore ai 500 parti/anno registrato l’anno precedente e confermato negli anni successivi (313 nel 2021).

“Il Ministero – riferisce la nota -, avendo a sua disposizione i dati storici relativi al punto nascita di Spoleto e nonostante le motivazioni espresse dalla Regione Umbria nella richiesta di deroga alla chiusura del 2020, ha espresso attraverso il Comitato percorso nascita, il suo insindacabile parere, dovuto per legge. La Regione Umbria inoltre, al fine di ottenere la deroga alla chiusura del punto nascita, ha sempre garantito, come richiesto dal Ministero, tutte le condizioni di sicurezza necessarie allo svolgimento delle attività, tra cui il reclutamento del personale necessario”.

Nello specifico, “a seguito del controllo periodico che la Direzione regionale Salute e Welfare effettua sul numero dei parti nei rispettivi punti nascita, è emerso che dal 2019 il numero dei parti del Punto nascita di Spoleto stava scendendo sotto i 500 parti l’anno. La Direzione quindi – ricostruisce la Regione -, con una nota ufficiale del 9 ottobre 2020, ha presentato al Ministero (Comitato percorso nascita) la richiesta di deroga per i Punti nascita, tra cui Spoleto. Il Ministero successivamente ha comunicato alla Regione Umbria il parere positivo alla deroga per il Punto nascita di Spoleto limitata ad 1 anno, con scadenza dicembre 2021, a condizione che la Regione Umbria, entro 15 giorni, fornisse relazione dettagliate sul numero delle ostetriche presenti, nonché le modalità adottate per il reclutamento del personale mancante con un cronoprogramma di attività. Prontamente a fine gennaio 2021, la Regione Umbria ha trasmesso al Ministero una relazione dettagliata fornita dalla USL 2 (prot. n. 20119 del 28 gennaio 2021), in base a quanto stabilito dalla deroga ministeriale”.


Tuttavia nel 2021 i nati Spoleto-Valnerina in base ai dati Istat 0-1 anno risultano 313, “molto inferiori allo standard di sicurezza dei 500 parti annui”, fa notare al Regione. “Per questo motivo, in data 21 dicembre 2021, la Direzione Salute della Regione Umbria, ha inoltrato un’ulteriore richiesta di deroga al Ministero per tutto il 2022. Nella riunione del 10 maggio 2022 il Comitato percorso nascita però, si è espresso all’unanimità per la definitiva disattivazione del Punto nascita di Spoleto, non ricorrendo i requisiti previsti dal decreto ministeriale dell’11 novembre 2015, giungendo a tale decisione in base ad una dettagliata analisi”, riferisce in conclusione la Regione.

02 Dicembre 2022

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