Cittadinanzattiva Puglia: “L’emergenza è passata, ma in Capitanata la sanità è all’impasse”

Cittadinanzattiva Puglia: “L’emergenza è passata, ma in Capitanata la sanità è all’impasse”

Cittadinanzattiva Puglia: “L’emergenza è passata, ma in Capitanata la sanità è all’impasse”
L’associazione dei cittadini denuncia come, nella Fase 2, si registrino ritardi nella ripresa delle attività sospese durante l'emergenza covid 19. “I CUP sono ancora inattivi e i call center, tra il recall di tutte le prenotazioni annullate dal 9 marzo e nuove prenotazioni, sono quasi sempre sovraccarichi e non raggiungibili”. L’emergenza ha inoltre messo in evidenza “la carenza della rete di assistenza territoriale e del personale”. Chiesto un incontro a Montanaro “per fare chiarezza sullo stato di salute della sanità pugliese”.

“I medici sono pronti da giorni ma le attività sono ferme, senza che nessuno sappia dare una spiegazione. Si continuano ad accumulare ritardi su ritardi anche per patologie importanti. I continui assembramenti davanti ad Ospedali e Distretti Sociosanitari, dove mancando coordinamenti e disposizioni atti a regolamentare i suddetti accessi,  avvengono di sovente alterchi tra pazienti e dipendenti ASL che fanno front office”. A denunciare la ripresa problematica delle attività post CoVid-19, in Capitanata, sono, in una nota conciunta, le assemblee territoriali di Cittadinanzattiva di Foggia, Cerignola, Manfredonia e San Severo.

“Denunciamo che i vari CUP, ad oggi, sono inattivi mentre i call center, oltre a fare il recall di tutte le prenotazioni annullate dal 9 marzo, fanno anche le prenotazioni in tempo reale con il risultato che quasi sempre sono sovraccarichi e non raggiungibili. Per ultimo anche il malato con codice 048 deve passare per il call center per fare la prenotazione”, spiega Roberto Saccozzi in rappresentanza delle assemblee territoriali di Cittadinanzattiva.

I tempi di attesa, complice il lockdown, si sono allungati: “Durante l’emergenza sono state erogate solo le prenotazioni con priorità “U” ma non le “B” come da indicazione regionale. Ora, in considerazione che i tempi delle prestazioni si sono notevolmente allungati per esigenze di sicurezza, è inverosimile pensare che possano essere recuperate quelle rimaste inevase, a meno che non venga assunto nuovo personale e prolungata l’attività a 12 ore, come suggerisce il dott. Montanaro. L’emergenza COVID ha messo crudamente in evidenza la carenza della rete di assistenza territoriale e del personale sia medico che infermieristico, scoraggiato da concorsi continuamente rimandati e contratti trimestrali avvilenti”, osserva Saccozzi.

Sul tema interviene anche il segretario regionale di Cittadinanzaattiva, Matteo Valentino: “Denunciamo con forza che molte cose della sanità in Capitanata non andavano e continuano a non andare bene: la mancanza di spirito di collaborazione e il mancato coinvolgimento nelle decisioni più importanti per la popolazione da parte di persone che dovrebbero essere al servizio della comunità”.

“E’ ora che la sanità sia tutelata dalle ingerenze politiche ed affidata finalmente a persone competenti e rispettose della popolazione a loro affidata. Abbiamo chiesto un incontro al dott. Vito Montanaro (direttore del Dipartimento Salute della Region, ndr) per fare chiarezza sullo stato di salute della sanità pugliese”, conclude Valentino.

16 Giugno 2020

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