Commissari. Per l’intersindacale “la Campania non ne ha più bisogno”

Commissari. Per l’intersindacale “la Campania non ne ha più bisogno”

Commissari. Per l’intersindacale “la Campania non ne ha più bisogno”
La Dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e amministrativa chiede che “si chiuda l’inutile e dannoso scontro tra Istituzioni” e che “la politica riconquisti le proprie prerogative”.

“Lo diciamo da tempo e finalmente qualcuno inizia a rendersi conto che il nostro grido d’allarme era giustificato. Lo sfascio della sanità campana ha indotto i direttori generali campani a fare qualcosa che non si era mai visto prima. Uniti, in una lettera aperta, hanno ribadito ciò che le parti sociali sostengono da più di un anno. Ora finalmente siamo tutti dello stesso parere: la Sanità Campana non ha bisogno del commissariamento. Ora vogliamo i fatti”. È quanto afferma in una nota l’intersindacale della Dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e amministrativa della Campania (Anaao, Aaroi-Emac, Cimo, Cgil Fp Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Medici, Cgil Fp Spta, Fvm, Fassid, Fedir, Fesmed, Anpo Ascoti Fials Medici, Aupi, Sinafo, Sidirss E Ugl Medici).

“Rompiamo il silenzio assordante nel quale si sono perse le nostre grida d’allarme”, proseguono i sindacati ricordando che “il 30 giugno 2016, come ultimo disperato gesto di protesta, i rappresentanti dell’Intersindacale si presentarono in Conferenza Stampa con un simbolico bavaglio alla bocca. Tutto questo per denunciare la totale assenza di dialogo con le Autorità Commissariali. La protesta fece molto rumore, raccolta dalla stampa, dalle tv e da tutti i media locali e nazionali. Tuttavia non vi fu alcuna reazione, perché in questa regione si è persa anche la capacità di indignarsi”.

Per l’Intersindacale “è ora che la politica riconquisti le proprie prerogative. In primis è il Ministro della Salute che deve decidere! Si chiuda questo inutile e dannoso scontro tra Istituzioni. Ci rifiutiamo di vivere in una regione nella quale i cittadini sono costretti a rinunciare alla Sanità, con un’aspettativa di vita più bassa rispetto alle altre popolazioni italiane. Ci chiediamo: questo sistema è a vantaggiando di chi forte di chi vuol distruggere la sanità pubblica per favorire un’imprenditoria privata di un certo tipo? Certo questo sistema non favorisce i cittadini, né il personale che lavora in condizioni inaccettabili, con rischi per la propria incolumità fisica e psichica e magari con la minaccia di un licenziamento. Crediamo che sia il momento di dire basta. La Campania ha il dovere e il diritto di rialzare la testa. Non si scherza sulla pelle delle persone, la sanità è una cosa seria!”, conclude la nota dell’Intersindacale.

02 Febbraio 2017

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