Consiglio respinge la mozione di sfiducia a Ceriscioli

Consiglio respinge la mozione di sfiducia a Ceriscioli

Consiglio respinge la mozione di sfiducia a Ceriscioli
La mozione era stata presentata in relazione all’operazione della Finanza sulle irregolarità di una serie di appalti Asur (Azienda sanitaria unica regionale). In Aula il governatore replica: “Non è l’apertura di un fascicolo di indagine a motivare una mozione di sfiducia ma eventualmente la conclusione di un percorso”.

La mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, per le vicende degli appalti della Sanità, è stata bocciata a maggioranza. Ad appoggiare la mozione, oltre ai consiglieri regionali firmatari, Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri, Peppino Giorgini, (M5S), Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia (Lega nord), Elena Leonardi (FdI) e Jessica Marcozzi (FI), anche il consigliere Mirco Carloni (Ap), mentre diciotto sono stati i voti contrari.

Nel dibattito in Aula, il primo a prendere la parola, sintetizza una nota del Consiglio, è stato il consigliere del M5S, Peppino Giorgini, che ha illustrato i contenuti della mozione e che costituiscono motivazione della richiesta di sfiducia: “come sceglie i suoi collaboratori?” – ha domandato Giorgini a Ceriscioli. “Non si faccia passare come astratto il rapporto tra politica e scelte di natura amministrativa” – ha affermato il capogruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri.

“Dal momento in cui il Presidente Ceriscioli ha deciso di mantenere la Sanità nell’ambito delle sue competenze, poi non può dire di non conoscere quello che accade nella gestione di quel settore” – queste le parole della consigliera FdI, Elena Leonardi.

Ma per la Vicepresidente della Giunta, Anna Casini ha affermato “la cosa che mi spaventa e che ritengo gravissima è che qualcuno, in questa Aula, abbia potuto dire che il Presidente non poteva non sapere…Nel testo della mozione non esiste una sola motivazione valida alla sfiducia”.

“La mozione di sfiducia cerca di riportare l’attenzione sui troppi limiti della Sanità regionale – ha affermato il consigliere del M5S, Piergiorgio Fabbri – “manca una funzione di indirizzo, mancano scelte lineari, mancano vigilanza e controlli”.

Luca Marconi (Udc) ha rilevato che “questa mozione ha un senso politico molto forte” anche se – secondo il consigliere – poggia su motivazioni altrettanto deboli. Poi, l’assessore Fabrizio Cesetti che, prima di richiamare “l’assoluta linearità dei comportamenti del Presidente Ceriscioli”, ha voluto sottolineare come “la mozione non avrebbe dovuto essere ammessa, perché priva di motivazioni e di specifici addebiti”.

Il consigliere di Ap, Mirco Carloni, ha, invece, evidenziato l’utilità della mozione, pur non avendola sottoscritta, ai fini di poter discutere sui temi della Sanità. “L’argomento politico dividente tra maggioranza e minoranza – ha detto Carloni – è il funzionamento o non funzionamento della Sanità”. Di “macchina del fango” ha parlato il consigliere Francesco Giacinti (Pd) che, poi, rivolgendosi al Presidente Ceriscioli, ha detto che “bene ha fatto a dichiararsi estraneo a queste vicende”.

“Un dibattito – ha rilevato la consigliera Jessica Marcozzi (FI) – che avrebbe dovuto incentrarsi sulle tante cose che non vanno nella Sanità”. L’assessore Moreno Pieroni ha sfidato i gruppi di minoranza sul piano dei fatti: “attendiamo ancora una proposta concreta in materia sanitaria e un contributo serio sul piano socio-sanitario da parte delle opposizioni”.

Gianni Maggi (M5S) ha evidenziato come l’intento della mozione era quello di “mettere in risalto l’incapacità della peggior Giunta regionale di sempre”. Il capogruppo Pd, Fabio Urbinati, ha sottolineato come “superare positivamente l’ostacolo della mozione di sfiducia è come vincere di nuovo le elezioni”.

Infine, il Presidente Ceriscioli, che ha citato gli specifici oggetti del controllo in ambito sanitario di competenza della Giunta. “Non è l’apertura di un fascicolo di indagine a motivare una mozione di sfiducia – ha concluso Ceriscioli – ma eventualmente la conclusione di un percorso”. Ceriscioli non ha partecipato al voto.

31 Luglio 2019

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