“Per la Regione Lombardia è una priorità implementare la rete consultoriale lombarda, per questo già a partire dal 2017 verranno messi a contratto nei territori carenti, come la Bergamasca, quei consultori accreditati non a contratto, fino al raggiungimento della media regionale. Confermiamo, quindi, che, a oggi, non risultano previste chiusure di sedi consultoriali pubbliche”. Ad affermarlo l'assessore al Welfare Giulio Gallera, intervenendo in Consiglio regionale in merito alla risoluzione della III Commissione Sanità e politiche Sociali 'Determinazioni sui consultori familiari pubblici e privati accreditati, approvata all'unanimità.
“Al fine di valorizzare le funzioni consultoriali – ha spiegato l’assessore -, sono state avviate sperimentazioni, che hanno consentito di estenderne le funzioni in una logica di Centro per la risposta ai bisogni della famiglia. Preso atto dell'esito favorevole della sperimentazione effettuata, nel corso del 2016 è stato completato il processo di analisi”.
“In particolare – ha proseguito – i consultori bergamaschi che, negli ultimi 4 anni, hanno realizzato la sperimentazione hanno avuto un ruolo sul territorio davvero prezioso, svolgendo la funzione di Centri famiglia, con la presa in carico delle famiglie e delle loro fragilità, punto centrale, quindi, della riforma del sistema sociosanitario. Presidi molto importanti, il cui ruolo è riconosciuto da tutte le componenti politiche regionali”.
“L'impegno preso – ha concluso Gallera – era quello di effettuare una ricognizione per verificare quali sono le risorse che si possono destinare e di mettere in campo tutti gli sforzi, affinché questa esperienza positiva possa continuare. Sono soddisfatto dell'esito ottenuto”.
Quanto alla Risoluzione per rilanciare, valorizzare e qualificare i consultori familiari in Lombardia, approvata all’unanimità in Consiglio dopo che la relatrice Silvana Santisi Saita (Lega Nord) ha integrato il testo originale recependo molte indicazioni pervenute dai gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, essa impegna la Giunta e gli Assessori regionali competenti a stabilizzare le sperimentazioni avviate nel 2012 che hanno avuto esito positivo, al fine di capitalizzare l’esperienza e le buone pratiche acquisite e garantire appropriatezza e continuità nei percorsi assistenziali; a incrementare le risorse per il ruolo multidisciplinare svolto dai Consultori; a garantire la presenza e il mantenimento delle strutture consultoriali pubbliche esistenti evitando ogni chiusura; a valutare, in accordo con le ATS di riferimento, l’integrazione dei servizi includendo anche l’assistenza ai giocatori d’azzardo patologici e alla loro famiglie; a prevedere, sempre in accordo con le ATS competenti e l’Ufficio scolastico regionale, servizi a favore dei minori vittime di bullismo e cyber bullismo. Viene inoltre richiesta la costituzione di un “gruppo di approfondimento tecnico” per valutare e definire la specificità della funzione dei Consultori familiari, il cui esito dovrà poi essere sottoposto all’esame della Commissione Sanità.
Il testo finale comprende anche un emendamento del Partito Democratico, già approvato in Commissione, che chiede di “implementare e valorizzare la rete dei consultori rispettando la percentuale di presenza sul territorio prevista dalla normativa nazionale, così da assicurare la piena realizzazione delle attività e degli obiettivi di sostegno alla famiglia e alla coppia, e di promozione e tutela della procreazione responsabile”. Su richiesta della Lega Nord si sollecita infine “lo sviluppo e l’ottimizzazione delle attività di carattere preventivo svolte dai consultori, dal momento che la presa in carico precoce determina un importante contenimento dei costi”.
Secondo i dati forniti dal Consiglio regionale, attualmente in Lombardia sono attivi 237 Consultori familiari, dei quali 140 pubblici, 8 privati abilitati, 80 privati accreditati a contratto e 9 privati accreditati senza contratto.