Continuità assistenziale. La Giunta annuncia più medici e più sedi. La Cisl frena: “Pronti ad impugnare l’atto”

Continuità assistenziale. La Giunta annuncia più medici e più sedi. La Cisl frena: “Pronti ad impugnare l’atto”

Continuità assistenziale. La Giunta annuncia più medici e più sedi. La Cisl frena: “Pronti ad impugnare l’atto”
I medici passerebbero da 108 a 124, con la riapertura delle sede di Ledro e Pieve Tesino soppresse quattro anni fa. Ma la Cisl ribadisce: “Prenderemo in considerazione il potenziamento del numero delle ex guardie mediche solo dopo un confronto con la parte pubblica in Comitato Provinciale per la medicina generale, senza il quale la scelta della Giunta deve ritenersi illegittimo e solo un atto pubblicistico”.

La provincia autonoma di Trento annuncia il potenziamento del servizio di guardia medica, ma trova il muro della Cisl medici con cui, ormai da tempo, è in atto un braccio di ferro su diverse questioni che riguardano la medicina generale.

A far scattare le ire del sindacato è stato un comunicato stampa con cui la Giunta provinciale annunciava l’aumento del numero di medici ad esso dedicati – “che passano da 108 a 124, con un conseguente abbassamento del rapporto medico-popolazione residente da uno a 5000 residenti a 1 ogni 4350” – e la riapertura di alcune sedi “che erano state soppresse quattro anni fa”. La decisione della Giunta provinciale, si spiega nella nota, “va nella direzione di un rafforzamento delle prestazioni assistenziali soprattutto nei territori più decentrati e lontani dai servizi di pronto soccorso, in linea con gli orientamenti programmatici dell'esecutivo e con le indicazioni nazionali riguardanti la necessità di potenziare l’assistenza sanitaria territoriale”.

Il costo aggiuntivo previsto, a carico del Servizio sanitario provinciale, è calcolato in 1.000.000 euro circa. “Oltre alla crescita del numero dei medici convenzionati – precisa la nota della Giunta – la decisione permetterà la possibilità di riaprire le sedi di continuità assistenziale di Ledro e Pieve Tesino, soppresse nel 2015, in attuazione delle priorità strategiche della nuova Giunta provinciale in tema di sanità e di valorizzazione delle esigenze delle popolazioni presenti nelle località periferiche della provincia. Nelle sedi riattivate le attività verranno riorganizzate modulando l'accesso ambulatoriale sia in relazione agli specifici bisogni della popolazione di riferimento, sia in funzione del reperimento dei medici, e con conseguente possibilità di adottare soluzioni diversificate tra una sede e l’altra, nonché di variare l’intensità della risposta assistenziale in funzione del grado di risposta della popolazione al ripristino del servizio”.

La nota provinciale conclude annunciando che “fra pochi giorni l'Azienda sanitaria provvederà alla pubblicazione degli incarichi carenti di continuità assistenziale”.

Ma la Cisl Medici Trentino si dice pronta a bloccare l’atto. In una nota il sindacato ribadisce “per l'ennesima volta che prenderà in considerazione il potenziamento del numero delle ex guardie mediche solo dopo un confronto con la parte pubblica presso l'Assessorato alla Salute di Trento in Comitato Provinciale per la medicina generale, senza il quale la scelta della Giunta  deve ritenersi illegittimo e solo un atto pubblicistico. Qualora non venisse convocato il Comitato prima della riapertura delle sedi, saremmo e saremo obbligati ad impugnare un atto amministrativo di rango inferiore rispetto al contratto nazionale, presso il Giudice. In tal caso, il bando aziendale sarebbe viziato,e nessun obbligo diverso da quelli previsti sull'ACN potrebbe essere vincolante per le guardie mediche”.

Il comunicato del Segretario generale Cisl medici del Trentino, Nicola Paoli, conclude affermando che “riguardo alle supposte dichiarazione dell'Assessore alla salute sulla maggioranza delle OOSS che vorrebbero l'aumento delle guardie, ricordiamo che il calcolo della maggioranza viene fatto sul 50+1 delle deleghe sindacali che è in capo alla Cisl medici del Trentino”.

01 Aprile 2019

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