Costi standard sanitari. Ecco perché le Regioni hanno detto no all’intesa

Costi standard sanitari. Ecco perché le Regioni hanno detto no all’intesa

Costi standard sanitari. Ecco perché le Regioni hanno detto no all’intesa
In un documento reso noto oggi spiegate le motivazioni della mancata intesa lo scorso 30 ottobre. Sotto accusa i criteri previsti dalla bozza di decreto del ministero. Le proposte di modifica accolte quasi tutte dal Mef.

Durante la Conferenza Stato-Regioni del 30 ottobre si è registrata la mancata intesa sul Dpcm relativo ai costi standard in sanità. 
Si riporta di seguito un documento della Conferenza delle Regioni dove si evidenziano gli esiti del confronto in relazione agli emendamenti proposti.
 
Intesa sullo schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza, per la scelta delle Regioni di riferimento ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard regionali nel settore sanitario, in attuazione dell’articolo 27 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68
In grassetto corsivo l’esito in Conferenza Stato-Regioni dove è stata espressa la mancata Intesa.
 
Punto 2) O.d.g. Conferenza Stato–Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel ribadire l’importanza di definire quanto prima i costi standard e confermando alcune criticità contenute nel D.lgs. 68/2011 tra cui: l’esclusione, tra quelle eligibili, delle Regioni in piano di rientro per ragioni che esulano dall’equilibrio economico del settore sanitario; l’individuazione dell’anno di riferimento in luogo del triennio; l’incoerenza normativa in tema di ammortamenti sterilizzati rispetto ad D.lgs. n. 118/2011, esprime l’Intesa subordinata all’accoglimento delle proposte emendative sottoriportate.
 
Nel caso il numero delle Regioni in equilibrio economico non fosse pari a 5, è necessario considerare entrambi i criteri previsti ai commi 5 e 12 dell’art. 27 del D.lgs. 68/2011 (rappresentatività geografica e miglior risultato economico) in quanto, nell’individuazione delle Regioni eligibili, la normativa in vigore già prevede che bisogna tenere conto sia dell’esigenza di garantire prioritariamente la rappresentanza geografica che del minor disavanzo. Inoltre nel d.lgs 68/2011 è previsto all’art. 27 comma 6 lett. c) che i costi sono depurati della quota relativa ai livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali. Pertanto, vengono proposti i seguenti emendamenti :
 
1) Al punto 1.1. dell’allegato 1 lett. b) al termine del periodo aggiungere la frase:” i costi sono depurati della quota relativa ai livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali”; Il MEF ha proposto una riformulazione dell’emendamento a suo avviso non corretto tecnicamente con: “ i costi sono sterilizzati della quota registrata in entrata relativa al finanziamento aggiuntivo per i livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali”. La riformulazione è stata accolta dalle Regioni.
 
2) al punto 1.2 dell’allegato 1 aggiungere alla fine della frase la seguente espressione; “, assicurando prioritariamente il criterio della rappresentatività in termini di appartenenza geografica, di cui al comma 5 dell’art. 27 del d. lgs. 68/2011.”;il MEF non ha accolto l’emendamento.
 
3) al punto 2.2.1. dell’allegato 1, eliminare alla prima riga l’inciso: “, a parità di punteggio,”. Il MEF ha accolto l’emendamento.
 
Si precisa, infine, che le Regioni in equilibrio economico sono individuate non sulla base di dati provvisori rilevati al quarto trimestre, ma a seguito dell’accertamento dei risultati relativi alla chiusura del secondo esercizio precedente a quello di riferimento, rilevati, nei termini previsti dalla normativa vigente, dai modelli ministeriali di rendicontazione economica del consolidato regionale. Il MEF ha condiviso la precisazione.
 

06 Novembre 2012

© Riproduzione riservata

Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori
Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Via libera definitivo alla ripartizione tra Regioni e Province autonome delle quote premiali del Servizio sanitario nazionale relative al 2025. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre il...

Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili
Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili

Il progetto Tobia è un percorso assistenziale dedicato alle persone con gravi difficoltà cognitive o relazionali, pensato per facilitare l’accesso a prestazioni diagnostiche e terapeutiche necessarie a prevenire e curare...

Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg
Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg

La Regione Lazio e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS hanno prorogato al 10 ottobre 2026 i termini per la presentazione delle domande di partecipazione all’edizione 2026...

Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”
Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”

Sono 12 i casi di morbillo registrati in Liguria dal 1° settembre: 2 al Gaslini, 3 a Sanremo, 6 all’Azienda Ospedaliera Metropolitana e 1 a Savona. Due riguardano bambini, mentre...