Covid. Asl Viterbo, attivato il primo albergo per pazienti positivi che non posso essere assistiti a casa

Covid. Asl Viterbo, attivato il primo albergo per pazienti positivi che non posso essere assistiti a casa

Covid. Asl Viterbo, attivato il primo albergo per pazienti positivi che non posso essere assistiti a casa
La residenza Nazareth di Viterbo potrà accogliere fino a 70 pazienti pazienti positivi ma non critici, in via di guarigione, ma non in grado di avere il necessario supporto familiare o la presenza di un caregiver nel proprio domicilio. L’assistenza sarà garantita da un team composto da 6 infermieri, 6 Oss e due medici che garantiranno le loro prestazioni in struttura la mattina e il pomeriggio.

Attivato nel weekend a Viterbo il primo albergo assistito della Tuscia, presso la residenza Nazareth di Viterbo. La struttura, messa in campo dalla Asl di Viterbo, potrà accogliere fino a 70 pazienti positivi al COVID – 19 non critici, in via di guarigione, ma non in grado di avere il necessario supporto familiare o la presenza di un caregiver nel proprio domicilio, con particolare attenzione ai pazienti dimessi dalle strutture COVID di Belcolle.

“Il requisito di albergo assistito – spiega la Asl in una nota – è garantito da un team di operatori aziendali composto da 6 infermieri e 6 operatori socio sanitari, presenti 24 ore al giorno, sette giorni su sette, e di due medici che dovranno garantire, come previsto nelle linee di indirizzo, le prestazioni mediche presso la struttura, con accessi quotidiani, la mattina e il pomeriggio. La guardia medica della postazione della Cittadella della salute di Viterbo garantirà eventuali emergenze notturne”.

L’assistente sociale di riferimento della struttura accompagnerà il paziente lungo il percorso di cura, interfacciandosi con i familiari, gli enti locali, la rete territoriale e il privato sociale. L’assetto organizzativo della struttura alberghiera, spiega ancora la nota, “curerà la turnazione del personale sanitario e tecnico e i rapporti con tutti i presidi ospedalieri, i team Uscovid, e i medici di medicina generale.”

Nei casi di provenienza da dimissione ospedaliera, la persona entrerà nella struttura con la dotazione di terapia farmacologica per i primi sette giorni, direttamente fornita in dimissione dalla farmacia ospedaliera. Nel caso in cui fosse necessaria una prescrizione medica per i farmaci, verrà contattato il medico di medicina generale dell’assistito che utilizzerà esclusivamente la ricetta dematerializzata, fornendo il relativo numero della ricetta elettronica alla struttura che provvederà al ritiro del farmaco presso la farmacia.

Durante la permanenza in struttura, qualora fosse necessario sottoporre l’ospite a visite specialistiche o a esami ematochimici con carattere di urgenza e di indifferibilità, gli stessi saranno effettuati a cura della Asl di Viterbo.

La conclusione del soggiorno preso l’albergo assistito avverrà alla completa risoluzione dei sintomi e a seguito della negatività al COVID-19, accertata attraverso l’esecuzione di un tampone nasofaringeo. Anche il rientro a domicilio avverrà o in maniera autonoma o con il supporto dei servizi sociali del comune di residenza, in caso di persone con fragilità sociale.

“Dopo l’attivazione del Team Uscovid – commenta nella nota il direttore del dipartimento di Cure primarie della Asl, Giuseppe Cimarello – l’azienda è in grado di rendere operativo il primo albergo assistito della nostra provincia, al termine di un lavoro importante e sinergico, che ha coinvolto numerose professionalità, e di un grande sforzo organizzativo. La rete delle cure primarie territoriali, insieme agli enti locali, ai servizi sociali, ai medici di medicina generale, prosegue in questo modo a dare il suo contributo nella presa in carico dei pazienti COVID e delle loro famiglie, anche per quanto riguarda soluzioni a problematiche che non solo esclusivamente di carattere sanitario, ma che comprendono anche il coinvolgimento della sfera sociale”.

09 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...