Covid e liste d’attesa. Regione Piemonte approva piano da 35 milioni, ma Anaao regionale insorge: “Nuovi carichi di lavoro senza neanche un confronto” 

Covid e liste d’attesa. Regione Piemonte approva piano da 35 milioni, ma Anaao regionale insorge: “Nuovi carichi di lavoro senza neanche un confronto” 

Covid e liste d’attesa. Regione Piemonte approva piano da 35 milioni, ma Anaao regionale insorge: “Nuovi carichi di lavoro senza neanche un confronto” 
Tra le misure utilizzabili dalle Aziende per smaltire le prestazioni sospese durante il lockdown, c'è l’incremento dell’utilizzo del personale interno, l’ulteriore utilizzo delle strutture ambulatoriali, il reclutamento di personale e la possibilità di refertare visite, esami e prestazioni specialistiche per i medici specializzandi. L’Anaao non ci sta: ”Ad oggi quasi  tutti i reparti sono sotto organico e i colleghi colmano le carenze con un sovraccarico di lavoro. Come si può pensare di aggiungerne altro?”.

La Regione Piemonte approva un piano da 35,2 milioni a disposizione delle Aziende sanitarie per ridurre le liste d’attesa relative a prestazioni ambulatoriali, di screening oncologici e di ricovero ospedaliero non erogate nel periodo dell’emergenza epidemiologica Covid19. La delibera recepisce il finanziamento ministeriale previsto dal Decreto legge 104 del 14 agosto 2020.

Per l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, si tratta di “un passaggio fondamentale”, ma l’Anaao insorge e contesta i nuovi carichi di lavoro messi sulle spalle dei medici senza neanche un confronto con i sidnacati.

Il piano, infatti, secondo quanto illustra una nota della Regione, prevede che le Aziende possano distribuire le attività programmabili, sia ambulatoriali che chirurgiche, su tutto l’arco della giornata, indicativamente dalle ore 8 alle 20, dal lunedì al sabato. Tra le misure utilizzabili dalle Aziende, l’incremento dell’utilizzo del personale interno, l’ulteriore utilizzo delle strutture ambulatoriali, il reclutamento di personale, attraverso nuove assunzioni, anche a tempo determinato, o attraverso forme di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa, e la possibilità di refertare visite, esami e prestazioni specialistiche per i medici specializzandi.

Il Piano operativo regionale, basato su 5 aree omogenee di programmazione suddivise per territorio (Torino, Torino Ovest, Piemonte Sud Ovest, Piemonte Nord Est, Piemonte Sud Est), prevede inoltre azioni sulla domanda (migliore appropriatezza prescrittiva, comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini per diffondere la promozione della salute), sull’offerta (gestione ed integrazione delle agende ambulatoriali, estensione del Cup regionale per la prenotazione delle visite e degli esami) e, infine, la valutazione ed il monitoraggio dei Piani operativi di Area/aziendali, con l’obiettivo di ridurre a breve le liste d’attesa.

Immediata la reazione dell’Anaao: “Mettiamo in chiaro un aspetto: molti colleghi ospedalieri lavorano da sempre fino alle 20.00, di pre-festivo, di festivo, di notte. E se non sono di guardia, sono reperibili, anche a Natale, Capodanno e il 1 Maggio. Siamo abituati a non avere orari, a trascurare le nostre famiglie, non ci spaventa certo lavorare fino alle 20.00 o di pre-festivo. Ci spaventa aggiungere dei turni pomeridiani e pre-festivi agli innumerevoli che già facciamo.  E farlo sempre con le stesse forze. La carenza di specialisti è oramai argomento abusato ma persiste: ad oggi quasi  tutti i reparti sono sotto organico e i colleghi colmano le carenze con un sovraccarico di lavoro. Come si può pensare di aggiungerne altro?”.

Per l’Anaao “è indispensabile che ai rappresentanti dei lavoratori cui, dopo l'emergenza Covid si richiede l’ennesimo sforzo a tutela dei cittadini, venga chiarito:
– Se verranno coinvolti non solo gli specialisti ambulatoriali, ma anche i dirigenti ospedalieri;
– Con quali medici si erogheranno più prestazioni e quanti medici sono già stati assunti per ampliare gli orari degli ambulatori;
–  Con quale remunerazione (è necessario aprire un Tavolo di contrattazione, come fatto in Veneto, o in Piemonte, con i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta);
– Con quali contratti;
– Se le attività saranno volontarie;
– Se gli specializzandi potranno essere coinvolti nelle attività dei presidi ospedalieri maggiormente in difficoltà (o continueranno ad essere  concentrati in pochi reparti);
Se l'aumento delle attività ambulatoriali comporterà un ridimensionamento di quelle di ricovero, strada a nostro parere non percorribile”.

“Le domande sono assolutamente lecite – conclude l’Anaao Piemonte – , le risposte dovute ad una categoria che rischia di dover gestire una nuova ondata pandemica”

25 Settembre 2020

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