Covid. Test rapidi antigenici, nel Lazio operativo circa il 40% dei medici di famiglia e il 50% dei pediatri di libera scelta 

Covid. Test rapidi antigenici, nel Lazio operativo circa il 40% dei medici di famiglia e il 50% dei pediatri di libera scelta 

Covid. Test rapidi antigenici, nel Lazio operativo circa il 40% dei medici di famiglia e il 50% dei pediatri di libera scelta 
L’Unità di crisi regionale fornisce i dati delle adesioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta all’accordo per l’esecuzione dei test rapidi antigenici. Sono 1.737 i mmg e 421 i pls che si sono messi a disposizione della Regione. Riceveranno per ogni tampone eseguito 18 euro se la prestazione viene effettuata dentro gli studi privati, 12 euro se effettuata in una sede messa a disposizione della Asl .Per il periodo di emergenza ogni Mmg e Pls riceverà una somma forfettaria di 0,25 euro ad assistito ogni mese. GLI ACCORDI

Soddisfazione da parte dell’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio per la “buona” adesione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta alla manifestazione di interesse per esecuzione dei tamponi rapidi antigenici. L’Unità di crisi lo fa sapere in una nota in cui rende i noti i numeri delle adesioni.

Sono 1.737 i medici di medicina generale che si sono messi a disposizione della Regione, pari a circa il 40% del totale dei medici nel Lazio (hanno aderito 332 mmg alla ASL Roma 1, 309 alla ASL Roma 2, 208 alla ASL Roma 3, 107 alla ASL Roma 4, 204 alla ASL Roma 5, 92 alla ASL Roma 6, 143 alla ASL di Frosinone, 191 alla ASL di Latina, 51 alla ASL di Rieti e 100 alla ASL di Viterbo).

Sono invece 421 i pediatri di libera scelta (il 50% del totale circa) così suddivisi: hanno aderito 74 alla ASL Roma 1, 101 alla ASL Roma 2, 59 alla ASL Roma 3, 28 alla ASL Roma 4, 43 alla ASL Roma 5, 66 alla ASL Roma 6, 12 alla ASL di Frosinone, 15 alla ASL di Rieti e 23 alla ASL di Viterbo.

I medici e i pediatri potranno eseguire i tamponi rapidi antigenici nei loro studi, se questi rispondono ai requisiti necessari (presenza di zona filtro o spogliatoi, ambienti grandi per permettere l’organizzazione ottimale per l’attuazione delle misure di prevenzione e sicurezza), oppure può fare riferimento alla ora organizzativa nella quale opera (ad esempi le Ucp) o anche utilizzare altre sedi messe a disposizione della Asl. Così stabiliscono l’accordo tra Regione Lazio e sindacati per l’attuazione dell’intesa nazionale sull’Acn stralcio siglata tra i medici e i pediatri e la Sisac.

I tamponi, si legge nell’accordo, dovranno essere preferibilmente seguiti a termine della giornata lavorativa. Questo allo scopo di evitare al sospetto paziente covid l’incontro con altri pazienti in studio, ma anche per assicurare tempi idonei a una profonda sanificazione e ventilazione degli ambienti prima della chiusura notturna.

In ogni caso, sottolinea l’accordo, il paziente che si sottopone al test non dovrà sostare nello studio ma percorrere rapidamente il percorso che dall’ingresso dello studio conduce alla sala del prelievo del campione. Ovviamente indossando la mascherina.

Quanto ai costi della prestazione, i due accordi prevedono che medici e pediatri ricevano 18 euro per ogni tampone eseguito nello studio privato, che scendono a 12 euro se l’attività è svolta fuori presso altre sedi messe a disposizioni della Asl. La retribuzione verrà mensilmente erogata al medico esecutore mediante la rilevazione delle registrazioni presenti sulla piattaforma regionale.

Oltra a questo importo, per la durate dell’emergenza, tutti i medici e i pediatri riceveranno una somma forfettaria di 0,25 euro ad assistito al mese.

19 Novembre 2020

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