Cro di Aviano, direzione a interim. Ma Riccardi assicura: “Non è fusione con Asfo”  

Cro di Aviano, direzione a interim. Ma Riccardi assicura: “Non è fusione con Asfo”  

Cro di Aviano, direzione a interim. Ma Riccardi assicura: “Non è fusione con Asfo”  
L’assessore motiva la decisione di affidare la direzione ad interim a Giuseppe Tonutti, Direttore generale dell’Asfo. Questi 24 mesi, spiega, serviranno a “conseguire un'ottimizzazione delle attività”, per “sviluppare percorsi condivisibili e sostenibili, anche sotto il profilo dei volumi di attività, ben comprendendo come questi non possano essere gli unici parametri per le decisioni”. Nessun progetto di accorpamento con l'Azienda sanitaria Friuli Occidentale.

“Sono venuto a incontrare la direzione strategica del Cro di Aviano per affermare quanto è scritto negli atti della Giunta regionale: definiscono una direzione ad interim, affidata al dottor Giuseppe Tonutti, per conseguire un’ottimizzazione delle attività e non una fusione con l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale”. Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che intervenendo per per rassicurare sul futuro del Centro oncologico. “Il Cro mantiene la sua indipendenza, ma occorre sviluppare dei percorsi condivisibili e sostenibili, anche sotto il profilo dei volumi di attività, ben comprendendo come questi non possano essere gli unici parametri per le decisioni”.

L’assessore, riferisce una nota, nel corso dell’incontro si è soffermato sul Piano oncologico regionale. “E’ solido, non si occupa solo di numeri, ma definisce criteri, distinguendo tre livelli di azione: le attività specifiche che possono essere condotte solo fuori regione per determinati e limitati casi critici; la dimensione regionale, che è fatta di un sistema di un milione e duecentomila abitanti, e le aree territoriali nella dimensione aziendale. Ascoltiamo – ha detto Riccardi – tutti coloro che hanno titolo ma soprattutto competenze per farlo, tenendo presente che si tratta di un Piano di applicazione graduale nell’arco di tre anni e che le istituzioni devono avere un ruolo ma a valle di analisi prodotte dal Comitato oncologico regionale: sarebbe, infatti, un esercizio pericoloso se fosse la politica a stabilire quale sia la soglia corretta o la sala operatoria migliore”.

Per l’assessore “è doveroso però metterci in guardia da chi antepone la difesa di posizioni particolari all’efficienza e alla sicurezza dei servizi a beneficio dei cittadini, anche alla luce delle segnalazioni di evidenti insufficienze segnalate nell’ultimo rapporto Agenas e ricordando la vicenda trentennale per effetto della quale siamo una delle poche regioni che non si è ancora dotata della Rete oncologica regionale. Davanti a noi restare ancora fermi o avere, con tutte le garanzie necessarie, quel coraggio di decidere che è mancato per troppo tempo”.

09 Gennaio 2025

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